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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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293. AL P. D ANTONIO TANNOIA.

Parere del Santo sull'indipendenza del maestro dei novizi, ed alcuni avvisi intorno al noviziato.

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

NOCERA, 10 APRILE 1758.

 

Ricevo il lungo processo contro N., e ricevo anche la correzione delle mie colpe.

Intendo bene che il maestro de' novizi starebbe più quieto, se in quel collegio fosse anch'egli Rettore: sarebbe ciò meglio per la quiete sua, ma sono maggiori gli sconcerti che ne possono venire.

Scriverò al Rettore come debba portarsi, che non s'intrighi nelle cose interne del noviziato; ma non conviene far sentire agli altri la mia lettera: basta che gli scriva io in segreto.

In quanto poi al giovane, per abbreviare (perché sto poco bene), fate così: fatelo stare un altro mese a prova e vedete come si porta; e se si porta bene, vestitelo.

In quanto poi al male, il medico scrive ch'è guarito affatto; ma se ciò non è vero, questo non è male che può celarsi e dissimularsi, e vi è un anno di tempo da sperimentarlo. Frattanto è bene che V. R. lo provi con mortificazioni; e dopo, se si vestirà, bisogna che sempre sia ben provato.

Sento che anche il sacerdote di Masi stia rovinato collo stomaco, in guisa che non ritenga il cibo: avvisatemi che cosa vi è.

Benedico tutti ecc. Nell'estate, ogni sera potrete far uscire li novizi.

 

Conforme all'edizione romana.




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