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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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355. AL P. D. GIOVANNI RIZZI.

L'assicura che i timori di lui sono vani scrupoli.

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

NOCERA, 5 LUGLIO 1761.

 

Sento che state tormentato da scrupoli.

Voi patite questo tormento, perché non volete fare quello che tante volte vi ho raccomandato.

Di tutte queste vostre tentazioni, consensi, dilettazioni, compiacenze, ecc. che dite, non ve ne confessate affatto, affatto, affatto, in coscienza mia. Io vi assicuro, da parte di Dio, che son pene, ma non peccati, no, no, no.

E ciò che vi dico io, ve lo direbbero non solo i probabilisti, ma tutti i probabilioristi e tuzioristi: ve lo direbbe anche Concina, Sinnichio, Vendrochio, Fagnano. Uno che vi dicesse il contrario avrebbe perduto il cervello.

E così quietatevi, quietatevi. Voi state sempre in grazia di Dio, ed in queste suggestioni che patite non lo offendete, no, ma ci meritate; perciò non ve ne confessate e dite messa, liberamente e sicuramente. Non vedete che, facendo altrimenti, quando così inquieto, perdete la divozione, l'orazione e la pace?

Raccomandatemi a Gesù Cristo. Vi benedico specialmente. Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

Conforme all'edizione romana.




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