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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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394. AL MEDESIMO.

Ne loda la docilità e lo esorta a perseverare ne' sentimenti di conciliazione, ad onta dei suggerimenti in contrario.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

 

SANT'AGATA, 25 MARZO 1763.

 

Dopo essermi consolato colla sua risposta, dove mi diceva ch'era pronto col suo compagno di ultimare l'accordo fatto co' PP. Domenicani, e che se l'arciprete d'Arienzo non volea intervenirvi, sarebbe restato solo a litigare, ora sento che

 


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il detto arciprete va facendo manifatture per frastornarvi dal vostro sentimento, dicendo che tutti voi altri parrochi fate un corpo.

Sentendo ciò, io gli ho scritta una lettera ben forte, acciocché egli si uniformi al sentimento mio e degli altri; mentre io non ho impegno per i Padri, ma ho impegno che si tolga la causa di tanti peccati e sconcerti, succeduti sinora con disturbo di tante famiglie, per una cosa che poco importa alla gloria di Dio, ma si riduce quasi totalmente ad un puntiglio che, come penso, non mai si spunterà, perché i Padri non verranno mai a quel che l'arciprete pretende. Più presto andranno i soli Fratelli a pigliare il cadavere, come sta ordinato dal Re: e succedendo così, che se ne ricava? Altro non se ne ricaverebbe che vadano i cadaveri accompagnati dal parroco e da quattro confrati.

All'ultimo gli ho scritto che, se esso vuol litigare, litighi solo, ma che lasci di scommuovere gli altri: e mi sono spiegato che mi darebbe doppio disgusto.

Che viene a dire questa cosa, che tutti i parrocchi facciano un corpo? Che fors'è qualche capitolo o è qualche monastero? Che forse voi siete subordinato a lui? Ogni parroco tiene la sua parrocchia ed ha i suoi diritti distinti, e non ha che fare con lui. Questa cosa mi ha disturbato assai.

Prego V. S. a farmi sapere quello che ci è; ma sopra tutto la prego col suo compagno a non starlo a sentire e di non spostarsi dal primo sentimento.

La benedico e la ringrazio d'essersi unito al mio sentimento.

 

Affmo per servirla

ALFONSO MARIA vescovo di Sant'Agata.

 

Conforme all'originale che si trova presso il Cavaliere Giancarlo Rossi, in Roma.




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