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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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395. AL P. D. ANDREA VILLANI.

Gli esprime il bisogno di aver seco un certo Padre, a condizione per altro che questi vi stia volentieri.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

 

SANT'AGATA, 28 MARZO 1763.

 

Ho ricevuta la vostra del 19 di marzo. Il Cardinale Spinelli tanto mi ringrazia della missione appuntata per Acquaformosa e la sta aspettando con grande ansia. Scriverò al Presidente che già va il P. Mazzini ed il P. Gaiano per li 15 giorni.

In quanto al P. Maione, questa notizia che V. R. mi ha data mi ha molto angustiato, perché da una parte io ho bisogno d'un soggetto capace, che m'aiuti a predicare, fare esercizî, esaminare, e che mi consigli in tanti intrighi e scrupoli che mi vengono alla giornata, mentre sto pieno di angustie da mille parti e senza respiro. Così vuole Dio e così vogl'io. All'incontro non voglio tenere uno qui a forza e di mala voglia, perché mi sarebbe di maggior pena.

Il P. Gallo sarebbe buono, ma è di mala salute, ed è flatoso [malinconico], onde non passerebbe un mese e vi scriverebbe peggio del P. Maione.

Non so poi a chi altro pensare. Il P. Caione è Rettore; il P. Picone sento che va a Girgenti; il P. Strina non mi serve per consiglio. Gli altri sono troppo giovani. Il P. Cimino pure è Rettore. V. R. pensi ad alcun altro e me lo proponga, perché io non so a chi altro pensare.

Per altro ho parlato poi al P. Maione: gli ho detto, ch'io non voleva tenerlo con suo disgusto. Esso mi ha confessato di aver dimostrato a V. R. il desiderio di andare a stare in una delle case nostre; ma del resto, dice ch'esso resta volentieri ad aiutarmi, sempre ch'è volontà di Dio.

Io per altro non l'impiego a cose d'intrighi e d'esazioni, o d'altre cose profane, ma solo a predicare, confessare e simili cose spirituali. Onde vedo che la sua è pura tentazione per inquietare


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esso e me. Esso mi dice che resta con gusto. Onde stiamo a vedere, e frattanto V. R. vada pensando a qualche soggetto che mi può aiutare, in caso ch'esso mi dimostrasse disgusto, perché non voglio questa pena, oltre di tante che ne ho. Ma penso che non ci sarà altro che mi può aiutare in vece del P. Maione, che il P. Caione o il P. Cimino o il P. Picone.

Sia sempre fatta la divina volontà! Questo colpo, l'ho molto inteso.

Benedico V. R. e tutti.

 

Fratello ALFONSO

del SS. Redentore e vescovo di Sant'Agata.

 

[P. S.] Quando dunque avete l'occasione, procurate d'animare il P. Maione ad aiutare di buona voglia me povero vecchio, malato e pieno di scrupoli e di angustie, dicendogli che così fa certamente la volontà di Dio e fa una gran carità, mentre esso mi piace, sta ritirato, edificazione, non s'intriga, m'aiuta ne' consigli, m'aiuta nelle prediche, negli esami. Difficilmente trovo un altro così, fuori di Caione e Cimino. Dico di buona voglia, perché se ci sta di mala voglia, è meglio che se ne vada, perché, stando di mala voglia, mi più angustie che aiuto.

 

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.




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