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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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408. AL DUCA DI MADDALONI.

Lo prega d'impedire un pubblico scandalo.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

 

SANT'AGATA, 18 DICEMBRE 1763.

 

Sig. duca mio stimatissimo, ho bisogno delle grazie di V. Ecc. per togliere un grande scandalo che vi è in Arienzo.

Ivi sta una certa giovane, chiamata Maria Librera, la quale nell'anno scorso, dando ancora scandalo, ebbe l'ordine dello sfratto; ma perché ricorse da me e fece tante promesse di mutar vita, io trattenni di fare eseguire lo sfratto e da quando in quando l'ho soccorsa come meglio ho potuto: ma ora sento (come mi attestano più persone) ch'è ritornata al vomito e fa peggio di prima, avendo pratica con più persone.

Onde io prego V. Ecc. di scrivere al governatore che s'informi del fatto ed, appurato che l'avrà, senza indugio la faccia carcerare e le rinnovi l'ordine dello sfratto; perché, come vedo, ora non vi è altro rimedio per levare questa peste da Arienzo.

Spero senza meno questa grazia da V. Ecc. Io per me non so più che farvi; solo V. Ecc. può rimediarvi: se ella non mi aiuta, io sarò discolpato avanti a Dio.

Resto facendole profondissima riverenza, e con tutto l'ossequio mi confermo

Di V. Ecc.

 

Umo devmo ed obblmo servo

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

 

Conforme ad una antica copia.




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