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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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416. AL P. D. FABRIZIO CIMINO,1 RETTORE DELLA CASA DI PAGANI.

È di parere che non si licenzi dalla Congregazione il P. Melchionna, ove questi s'umili.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

 

SANT'AGATA, 21 FEBBRAIO 1764.

 

Don Fabrizio mio, per lo P. Melchionna io ne ho compassione, ma il P. Vicario [D. Andrea Villani] sta duro. Io però gli ho scritto che voglio sapere il parere degli altri Consultori


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e nel fine della lettera gli ho soggiunto un mio sentimento, cioè, che non conviene di scacciare chi veramente si umilia.

Ho risposto al P. Melchionna tra speranza e timore. V. R legga la lettera che gli ho scritta, e così anche lo mantenga.

Non mi spaventa tanto quel che ha fatto; mi spaventano le massime storte che, fra questo mentre, ha scritto. Tutto sta che abiuri quelle sue massime e veramente s'umilii, perché facendo così, spero che non sarà discacciato.

Qui stiamo in gran timore per la carestia. L'altro ieri successe una sollevazione molto spaventosa, e domenica ne temiamo un'altra.

La benedico.

 

Fratello ALFONSO MARIA,

del SS. Redentore, e vescovo di Sant'Agata.

 

Conforme ad un'antica copia.




1 Il P. D. Fabrizio Cimino nato in Gragnano, diocesi di Lettere, addì 29 marzo 1733, fu ammesso al noviziato il 17 luglio 1751, e alla professione il 16 luglio dell'anno seguente, festa del SS. Redentore. Si mostrò, dal principio della sua vita religiosa, di gran capacità. Onde appena in età di trent'anni fu fatto Rettore del collegio di Nocera de' Pagani. Divenuto più tardi Consultore generale della Congregazione, fu nel 1780 dalla parte del P. D. Angelo Maione nell'affare del Regolamento, e così perdette la sua vocazione. Nel 1798 addì 29 gennaio, fu preconizzato vescovo d'Oria; ma dopo alcuni anni si ritirò, in qualità di convittore, nella nostra casa di Pagani, ove morì il 22 marzo 1818. S. Alfonso, essendo stato beatificato nel 1817, Monsignore Cimino contribuì per una gran parte alle spese fatte per erigergli una cappella nella nostra chiesa di Pagani, ove si conservano le sue reliquie.




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