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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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417. AL P. D. GIUSEPPE MELCHIONNA, NELLA CASA DI PAGANI.

Paterna compassione del Santo verso il medesimo.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

 

SANT'AGATA, 21 FEBBRAIO 1764.

 

Padre D. Giuseppe mio, la vostra lettera da una parte mi ha consolato ed intenerito; da un'altra parte quello che avete fatto è stato troppo, persistendo tanti mesi fuori della Congregazione. Io so che vi siete umiliato ancora col P. Vicario [D. Andrea]. Vi prego di scrivergli un'altra lettera, seguitando ad umiliarvi e cercandogli pietà; perché veramente voi lo trattaste troppo malamente con quella lettera che gli scriveste.

 


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D. Andrea al presente tiene l'officio di Superiore; la vostra lettera fu troppo ardita.

Io ho scritto a D. Andrea che voglio sapere il parere degli altri Consultori circa il punto di riaccettarvi o licenziarvi dalla Congregazione.

Ma V. R., se veramente si umilia di cuore e dice davvero, non dubiti; ché Iddio non farà che sia licenziato. Ma poi a me non conviene di operare contro il parere di tutti i Consultori. V. R. è divoto della Madonna: si raccomandi ad essa, ché la Madonna la consolerà.

La benedico e resto

 

Fratello ALFONSO MARIA,

del SS. Redentore, vescovo di Sant'Agata.

 

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.




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