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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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423. A SUO FRATELLO D. ERCOLE DE' LIGUORI, IN NAPOLI.

Lo conforta in una disgrazia, e si duole del flagello onde è afflitta Napoli.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

 

SANT'AGATA, 11 MARZO 1764.

 

Stimatissimo Signor fratello, ho ricevuto la vostra lettera e sento quanto mi dite dell'accaduto alla Sig. Donna Marianna per la supposta gravidanza; onde bisogna fare la volontà di Dio, giacché tanto ha permesso.

Ad ogni modo non lascio di raccomandarla a Dio, acciò si compiaccia impartirle quella grazia che stima più propria; e frattanto state di buon'animo ambedue e lasciate fare al Signore.


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Ossequiate da parte mia la suddetta Signora, e ditele che stia di buon'animo.

Mi è dispiaciuto sentire la penuria di cotesta capitale, e dico il vero che ne ho gran pena; ma perché Dio vuole così, sia fatta la sua divina volontà! Scrivetemi spesso qualche notizia circa ciò, come la sente, e specialmente se si trova grano, da dove ed in che quantità.

In somma stiamo tutti angustiati, voi costì e noi qui. Stiamoci rassegnati alla volontà di Dio, perché ci sta sopra un altro castigo di Dio. E dico che Dio specialmente castiga la città di Napoli, perché vi sono molti che non credono a Dio. Volesse Iddio, che ora si ravvedessero! E resto ecc.

 

Conforme all'edizione Romana.




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