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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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525. A SUOR MARIA ILLUMINATA GARZILLO, NEL MONASTERO DI LAURO.

Le comunica la notizia d'una facoltà concessa al P. Criscuoli.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 21 APRILE 1767.

Ho letta la lettera di V. R.

Veramente dalla nostra Regola è proibito, ai soggetti della nostra Congregazione, il tenere direzione di monache; ma in qualche caso può dispensarsi in qualche parte.

Pertanto io, per servire ai precisi bisogni di V. R., scriverò al P. Criscuoli che seguiti a consigliarla da quando in quando, e scriverò anche al P. Villani che si contenti che il P. Criscuoli le faccia questa carità.


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Prego però V. R. che lo scrivere sia quanto più a raro si può: non sia più spesso di una volta il mese, e quando V. R. in qualche mese non ne ha preciso bisogno e ne può fare di meno, ne faccia di meno.

Del resto il P. Criscuoli va per le missioni, onde accaderà che non rare volte V. R. starà molto tempo a ricevere le risposte. Onde la pregherei a trovarsi qualche confessore, il migliore che si può, da cotesti contorni, per potere conferire con lui spesso, e subito, quando bisogna, mandarlo a chiamare.

Dico ciò, perché il demonio può molto guadagnare in quel tempo, in cui trattengono le risposte del P. Criscuoli, e frattanto non riceve aiuto d'altro Padre spirituale.

Io già ne scrivo stasera al P. Criscuoli per via di Napoli; onde ci vorrà qualche tempo, acciocché gli pervenga la mia lettera; penso che nella settimana entrante V. R. potrà scrivergli, e scriverò anche stasera al P. Villani.

Frattanto V. R. seguiti a praticare le cose che le ha prescritte il P. Criscuoli, e si ricordi de' suoi detti, perché una cosa detta una volta è detta per sempre; e mi raccomandi a Gesù Cristo, ed io farò lo stesso per lei.

La prego a raccomandarsi sempre alla Madonna, se vuole la perseveranza.

Resto rassegnandomi

Di V. R.

Umo servo

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

[P. S.] Non le mando la lettera per il P. Villani. Il detto Padre sta molte giornate lontano, onde gli scriverò io appresso. Frattanto il P. Criscuoli coll'ubbidienza mia ben vi risponderà senza aspettare il permesso del P. Villani. Pertanto ho pensato meglio, e vi mando il mio biglietto al detto P. Criscuoli, acciocché vi risponda, e seguiti a rispondere da quando in quando, come già ho scritto.

E torno a pregarvi che sia quanto più a raro si può; altrimenti può essere che perdiate tutto.


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Il regolamento di vita basta che si abbia una sola volta, e solamente si muti quando vi è qualche nuova circostanza; ed allora vi bisogna il nuovo consiglio. Del resto non occorre sentire replicare sempre le stesse cose e di ricevere, ogni volta, una nuova predica. Pertanto V. R. così si regoli: domandi consiglio per le cose che di nuovo occorrono, ma non aspetti sentirsi replicare i medesimi avvertimenti.

Il P. Criscuoli, penso che stia a Nocera; ma neppure lo so certo, ma colà se n'avrà notizia.

Conforme ad un'antica copia.




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