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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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530. A SUOR BRIANNA CARAFA, NEL MONASTERIO DI S. MARCELLINO, NAPOLI.

Di nuovo la conforta a perseverare nella solitudine.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 26 MAGGIO 1767.

Rispondo all'ultima di V. R.

In quanto alla vita singolare, se V. R. la facesse di capo suo, certamente non andrebbe bene; ma facendola coll'obbedienza del confessore e dell'arcivescovo, farebbe male a non seguitarla per non parer singolare.

D. Girolama Sanfelice, come sta stampato nella Vita del P. Torres, anche fece questa vita singolare; e perché la fece con obbedienza de' Superiori, si fece santa.

Pertanto V. R. la seguiti sicuramente e si apparecchi a soffrire tedi, scrupoli e desolazioni terribili in questa sorta di vita. Io non sono profeta, ma prevedo che così sarà; perché Dio la vuol santa davvero, e non si fanno i gran santi senza croci grandi.

Per carità, non faccia più conto di quell'apprensione degli spiriti. Con dire Gesù e Maria si quieti e non ne faccia conto.

E certo poi che in S. Marcellino farà vita assai più solitaria che nell'eremo. Ma Gesù Cristo la vuole vera solitaria. Onde s'immagini di essere destinata da Dio a vivere in una grotta, come S. Paolo eremita, senza aver più in questa terra compagnia di persone che la sollevino. Solo Dio e niente più.

Ubbidisca poi esattamente al confessore, in togliere le mortificazioni che le ha imposte. Chi ubbidisce fa tutto, perché fa la volontà di Dio.

La servitù che pretendo da V. R. è che séguiti a raccomandarmi a Gesù Cristo, come io fo ogni giorno per lei.

Per grazia di Dio io sto meglio assai, tanto che già vado in giro predicando nella Visita che ho aperta.

Si rida poi de' motteggi: ma questi sono rose e fiori quando Dio si fa sentire presente. I guai sono quando sembra che Dio si è allontanato o ci ha lasciati; ed allora bisogna che ci


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aiutiamo coll'umiltà, stimandoci degni di esser così trattati; colla rassegnazione, abbracciando tal lontananza perché così piace a Dio; e colla preghiera, pregando allora e supplicando Dio, non già che ci consoli colle sue dolcezze, ma che abbia pietà di noi, ci assista e non ci abbandoni.

Vi prego di mandarvi a comprare a S. Biagio de' librai il mio libro della Novena di Natale, ove non solo vi è la novena di Natale, ma molte meditazioni appresso dell'amore verso Gesù Cristo e del Cuore di Gesù, ed altre cose di divozione.

Questo libro è stato ristampato più volte da' librari, e credo che lo vendano per due carlini.

Quel che più vorrei che leggesse in questo libro, sono gli affetti e preghiere, che stan poste dopo i discorsi e meditazioni, ed anche quegli atti che stanno posti verso la fine, parlando dell'apparecchio e ringraziamento de' sacerdoti dopo la messa. Di questo libro, io me ne servo ogni giorno, e spero che V. R. ci troverà molto pabolo.

Lo Spirito Santo ci tenga sempre accesi nel suo divino amore !

Prego V. R. ancora a pregare per la Chiesa, che si vede combattuta da tante parti. E lo faccia ogni giorno. Viva Gesù, Maria e Giuseppe !

Di V R.

Conforme ad un'antica copia.

Umo servo

ALFONSO MARIA, vescovo di S. Agata.




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