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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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538. A SUOR BRIANNA CARAFA, NEL MONASTERO DI S. MARCELLINO, IN NAPOLI.

Nuovi incoraggiamenti e consigli per la vita solitaria che menava.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

SANT'AGATA, 2 LUGLIO 1767.

Ho ricevuto la vostra lettera, e quanto ho letto tutto mi consola.

Mi consola il sentire che tutto fate senza sapore e con tedio della solitudine. Oh quanto è più bella, vo considerando, la solitudine che ora vi ha data Dio, di quella dell'Eremo [di Suor Orsola Benincasa] ! Ivi certamente avreste avuto, mattina e sera le ricreazioni dopo pranzo e dopo cena, ed altri sollievi che ora non avete e non avrete mai. Sicché il monastero è per voi un vero deserto, anzi migliore del deserto; perché nel deserto stareste sempre sola, ma costì nel monastero avete chi spesso vi rimprovera, vi deride o almeno vi guarda con disprezzo.

Di più mi consola il sentire che ora provate la vera povertà. Oh quanti aiuti vi Dio per farvi santa!

Leggo che negli esercizî aveste una giornata di sollievo di spirito; ma voi già lo sapete che Dio questi sollievi per aiutare la nostra debolezza; onde, quando l'avete, ringraziatene il Signore, ma non l'andate cercando. Lessi, giorni sono, nella Vita della B. Giovanna di Chantal, ch'ella per anni 41 patì un'orribile desolazione piena di tentazioni!


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Mi consola finalmente il sentire che nella vita presente tutto vi pena. Oh che bello amare è l'amar Dio sempre penando e senza gusti sensibili! Io prego il Signore che vi dia perseveranza.

Per Monsignor [Matteo] Testa, vi prego di tornarlo ad applettare che venga a trovarvi, dicendo per un affare di vostra coscienza.

Io per ora non gli scrivo per un certo fine; ma se finalmente dopo l'altra vostra diligenza neppure viene, avvisatemelo, perché allora io gli scriverò, come mi comandate.

Io ringrazio Dio come sto, ma la terzana di quando in quando mi visita.

Dite al P. Savastano che io non lascio continuamente di pregare Dio per lui e per la Compagnia, e spero che il Signore mi voglia consolare. Io non scrivo più a niuno de' suoi Padri, perché non so che dire e temo di aggiungere afflizione agli afflitti; onde non fo altro che adorare i divini giudizii e pregare.

In quanto poi a V. R., state allegramente, perché mi pare che Dio ha disposte tutte le cose in bene.

Camminate dunque allegramente e seguitate a fare quel che fate, senza far dubbi e sottigliezze. Superate gli scrupoli, come già vi avrà ordinato il direttore, senza farne conto, e andate alla buona con Dio, abbandonata sempre nelle braccia della sua misericordia. Quando state più arida, aiutatevi a leggere di quando in quando, lasciando e ripigliando quei libri ove trovate più pascolo; e spesso occupatevi in cercare a Dio il suo amore, la perseveranza e la perfetta uniformità.

E non lasciate di raccomandarmi a Gesù Cristo, come spero che già lo facciate.

Lo Spirito Santo riempia il vostro cuore del suo santo amore.

Di V. R.

Umo servo

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.




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