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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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547. ALLA MEDESIMA.

L'esorta a disprezzare i vani timori, ricordandole i grandi beni della solitudine.

[NAPOLI, MESE DI SETTEMBRE 1767]

Io ho letta la vostra lettera.

La mia partenza è partenza di creatura. Noi solo dobbiamo temere che Dio non si parta da noi. Il Signore vuole che io vi assista coll'orazione, come lo farò, e non con la presenza.

Non voglia mai Dio che voi faceste questa leggerezza, di ammettere una conversa o qualunque altra compagna per timore dei morti. I morti si fanno i fatti loro e non stanno a pensare di comparire a noi. Per carità, non pensate più a queste fantasie. Vi assicuro io che nella vostra cella non avrete né mortidemoni.

Godetevi la vostra solitudine, ché tante religiose la bramerebbero e non la possono avere. Iddio vi vuol sola, acciò non

pensiate e non vi attacchiate ad altri che a lui.

Tutto l'altro che mi scrivete circa l'aridità, tutto me

l'avete già detto, e già a tutto sta risposto. Se cresce l'aridità,

fate che in voi cresca la rassegnazione; e questo basta che si faccia con la punta della volontà, senza sentirla.

Vi ringrazio delle coserelle, ma sempre volete incomodarvi per me. Io voglio che mi raccomandiate a Gesù Cristo che mi


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faccia fare la sua volontà, e questo è il maggior dono che voglio da voi.

Gesù Cristo vi è fratello, sorella, padre, sposo e tutto. Ma già sapete che questo sposo, quanto più è amante, tanto è più geloso. Pulchrae sunt genae tuae sicut turturis, Vi vuol solitaria come la tortorella, che sfugge ogni compagnia fuor che quella dello sposo. Tortorella, tortorella, sola, sola, per esser tutta di Gesù, il quale merita da tutti, e specialmente da voi per l'affetto speciale che vi dimostra, tutto l'amore e tutto il cuore; e se vi riservate cosa e non glielo date tutto, non è contento.

Già t'intendo, o mio Signore,

Tu mi vuoi tutta per te.

Non ha vero amor l'amore che in amar diviso egli è.

Oh bel patire e bello amare, amar patendo e patire amando!

Lo Spirito Santo vi riempia il cuore tutto del suo santo amore!

Umo servo

ALFONSO MARIA, vescovo di S. Agata.

Conforme ad un'antica copia.




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