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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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555. ALLA MEDESIMA.

Le suggerisce come debba diportarsi nell'assenza del direttore.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 28 NOVEMBRE (1767?)

signore, già s'intende che dovete sempre seguitar la regola e l'ubbidienza del P. Savastano, ma voi avete bisogno d'un direttore che vi assista sempre colla voce viva. Come posso io da lontano assistervi e per via di lettere?

Ora che sto ad Arienzo, vi è maggior comodità; ma quando dovrò andare a Sant'Agata, nel mese di giugno, ed agli altri luoghi della diocesi colla visita, forse avverrà che per avere una risposta, dovrete aspettare due o tre settimane.

Si aggiunge che io sono vecchio, decrepito; onde la mia vita non può molto durare. Io sono stato a letto da otto giorni con febbre e catarro di petto, e questa notte passata sono stato peggio. Del resto, frattanto che vi trovate altro direttore, scrivetemi; perché io vi risponderò per quanto bisogna, ma brevemente e solo quel che è necessario.

Il sistema di vostra vita già me lo scriveste. Per ora v'impongo che, de' difetti passati, affatto affatto non ve ne confessiate più. E per l'avvenire in tutti i dubbî di consensi, dati in qualunque materia, non ve ne confessate, se non vedete evidentemente, anzi se non potete giurare che abbiate commesso peccato mortale. E non lasciate mai la comunione per questi dubbi, così passati come futuri.

State attenta in ciò ad obbedire, perché in materia di ubbidienza io sono assai rigido; potrà essere che, disubbidendo, io vi levi la comunione per un mese o due mesi.

In quanto alle penitenze, per ora fate la sola disciplina a secco, per un quarto d'ora in circa. Per le altre penitenze, ne parleremo quando sarete affatto ristabilita.


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Non voglio che vi lamentiate più della perdita del P. Savastano1: il lamentarsi di ciò è lamentarsi del volere di Dio. Gesù Cristo è il vero nostro sollievo, il vero fratello, il vero direttore il vero amore ed unico amore delle anime nostre. A lui non piace che cerchiamo sollievi fuori di lui. Vi benedico e resto

Di V. R. Umo servo

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme ad una copia antica.




1 Verisimilmente, il P. Savastano fu allora obbligato di partirsene da Napoli.






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