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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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557. A SUOR BRIANNA CARAFA, NEL MONASTERO DI S. MARCELLINO, IN NAPOLI.

Segue a dirigerla per l'assenza del direttore.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 18 DICEMBRE 1767.

Oh! Dio mio, io non voglio sentire più queste parole stato pessimo. Ma per carità, non lasciate la comunione. Fatela come vi trovate, fredda, freddissima, distratta. Non mi fate sentir più abbandono di Dio.

Non signore, non voglio che dormiate niuna volta in terra. Che? volete finire di perdere il capo? Or che state infermiccia, non importa che prendiate qualche poco di sonno di più e qualche indulgenza nel vitto, per rifare le forze perdute coll'infermità.

La comunione stabilita dal Padre N., non voglio che la lasciate mai, mai, mai; voi sapete quanto io son rigido in questo punto: e non importa che non vi confessiate.

In quanto al Padre N., volesse Dio! ma secondo il sistema presente, è impossibile per ora. Non sappiamo che Dio farà appresso; ma vi vorranno anni ed anni dopo la morte mia e vostra. E così quietatevi colla volontà di Dio. Il non quietarsi è un difetto grande. Quando viene il pensiero, dite: Signore, così avete voluto voi, così voglio io.

Ditemi: per farvi santa, è necessario il Padre N., o Dio? Chi vi dice che col P. Padre N. vi farete santa, e senza di lui non vi farete santa? E così concludiamo una volta per sempre: per ubbidienza non mi nominate più né P. N., né stato pessimo, né abbandono di Dio. Io non voglio sentir più queste cose. Tirate avanti strascinatamente quel che fate, e Dio aiuterà.

Non date udienza ai parenti e a chi porta imbasciate. Non lasciate gli esercizî soliti, e non importa che li facciate senza divozione. Dio gli aggiusta.

Voi terrete già il libro della Via della salute, vi prego a leggere di quando in quando quelle picciole considerazioni che


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stanno nel trattatino Saette di fuoco,1 verso la fine del libro. Quelle io leggo quasi ogni giorno, e mi pare che siano proprie per Voi.

Pregate Gesù Cristo per me, che sono più freddo di voi; ma confido nel sangue di Gesù Cristo ed a Mamma Maria; e così abbiamo da far tutti. Iddio ci ha da far santi, non noi né i padri spirituali.

Vi prego a conservarvi queste mie lettere; perché io non posso essere così lungo nelle altre mie risposte, né replicare le stesse cose; e perciò di quando in quando andatele rileggendo, specialmente quando vi sentite più sconfidata.

Gesù Cristo vi riempia del suo santo amore!

Conforme all'edizione romana.




1 La Via della salute e le Saette di fuoco sono operette del nostro Santo.






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