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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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574. ALLA MEDESIMA.

L'esorta a portar con pazienza la croce delle desolazioni ed a pregare per la Chiesa.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO 25 GIUGNO 1768.

Gloria Patri, che ho ricevuto una vostra, ove mi scrivete che avete fatta la comunione.

Tutti i vostri sogni cattivi, lo spirito di bestemmia, le sconfidenze e pensieri che non vi sia Provvidenza per voi non mi danno fastidio. Fate l'ubbidienza, e tutto andrà bene.

Credo che a quest'ora avrete ricevuto il mio libro della Pratica di amare Gesù Cristo.

Leggete ivi, all'ultimo capo delle desolazioni, quel che patì S. Giovanna di Chantal per 41 anni: patì una desolazione così


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forte, che le parea di stare in punto di voltar le spalle a Dio e lasciare ogni cosa.

Non siete sola ad essere trattata così da Gesù Cristo. Quante penitenti io ho avute, che quasi sino alla morte sono state trattate così da Dio! Una continuamente era tentata ad odiare Dio; un'altra continuamente dicea essere stata condannata a non potere amare Dio; ed altre simili. Sono poi morte e morte da sante.

E voi che paura avete? Se non aveste questa croce della desolazione, voi in questo mondo non avreste croce; e senza croce non si va a Dio.

Questa pena stessa che avete, di non amare Dio, è segno che l'amate; perché se non l'amaste, non ne avreste pena. Quelle che non l'amano; non patiscono in pensare che non l'amano.

Ditemi: se volessero farvi regina di Napoli e di tutto il mondo col patto di non amare più Dio, lo fareste voi, ancorché vi fossero promesse tutte le delizie del Paradiso?

Abbandonatevi dunque tutta e sempre in braccio della misericordia di Dio, e non lasciate mai la preghiera e non cercate di sentire. Io temo che voi abbiate troppa ansia di sentire; ma Dio non vuole che sentiate: vuole che l'amiate, senza sentirlo.

Delle penitenze, non se ne parli sintantoché vuole l'Abbadessa, specialmente in questi caldi. Se ne parlerà quando state affatto bene.

Io séguito a stare a letto coi vessicanti, senza dir messa; e sto contento, perché così vuole Dio, e già sono quindici giorni.

Pregate Gesù Cristo che mi dia una perfetta uniformità, e pregate per la Chiesa.

È una miseria il vedere come crescono i disturbi da giorno in giorno, né apparisce mezzo umano da porvi rimedio; onde bisogna pregare. Fatelo più volte il giorno, e specialmente dopo la comunione e nella visita. E resto

Di V. R.

Umo servo

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma,




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