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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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593. AL P. D. ANDREA VILLANI.

Gli parla di bel nuovo della missione di Laiano, della casa di Girgenti e della perdita di una certa polizza.

Viva Gesù!

ARIENZO, 8 DICEMBRE 1768.

Io vi scrissi per quella missioncina, che mi bisogna, di due o tre Padri a Laiano, e V. R. mi rispose che mi avrebbe fatta la carità di mandarli. Avrei più a caro che me li mandaste dentro carnevale, che dentro quaresima. Ditemi precisamente in qual tempo, quale settimana e quale giorno me li potete mandare, acciocché io faccia apparecchiare casa e letti;

Credo che V. R. avrà avuta una lettera dal [P. D. Pietro Paolo] Blasucci, come l'ho avuta io; dove mi dice che l'affare della libreria coll'assegnamento del territorio, coll'opera del Vicario capitolare e del canonico ciantro, già è ultimato e stabilito. Vuole [il P. Blasucci] un'altra messa; io gli ho detto che se l'intenda con V. R.

Ha voluto la dispensa per far il quaresimale in Girgenti1, ove l'hanno applettato i canonici, ed io ho stimato bene di dargliela nelle presenti circostanze.

Avvisatemi quando mandate li due o tre Padri; ma basterebbero due, uno per la predica e l'altro per l'istruzione; perché il paese è picciolo Ma vogliono essere Padri che confessano, non che si risposano.

Benedico V. R. e tutti.

Ho scritto al Sig. Volpe per l'affare della polizza perduta, e mi ha risposto con questa lettera [qui acclusa].

Ditemi che cosa gli ho da rispondere. Bisognerò almeno dargli qualche cosa. Io penserei fare accordar questa cosa dal P. Caione, quando andrà alla missione di Montella. Prego V. R. a prevenirlo, con fargli saper tutto2.


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Oggi appunto ho ricevuto lettere in risposta alle mie, una dal viceré di Sicilia, il quale mi scrive compitamente, dicendomi che sinora affatto non si è discorso della mia Morale, e si è compromesso che nelle occasioni mi proteggerà, per la buona opinione che dice avere di me. Cosi ancora mi ha risposto l'arcidiacono di Monreale: onde spero che le cose vogliono finire, ed ora credo che gioverà la mia Apologia.1

Fratello ALFONSO MARIA.

Conforme all'originale che si conserva nell'archivio della nostra casa di Pagani.




1 Le Regole dell'Istituto vietano a' Padri di predicar quaresimali.



2 Il P. Francesco Margotta (morto addì II agosto 1764) non potendo istituire direttamente erede de suoi averi la Congregazione, la quale era incapace di acquistare, li legò a' PP. Caione e Ferrara. Questi fondò, coi beni dell'eredità ed altri propri, una cappellania a favore de' Nostri. Ma dopo la sua morte avvenuta il 22 agosto 1767, uno de' suoi eredi, D. Michele Volpe, venne a conoscere le particolarità della predetta fondazione, per una scrittura che avea disgraziatamente perduta il P. D. Carmine Fiocchi, e cominciò a reclamare la restituzione della eredità suddetta in suo favore. Vedi la lettera del 22 gennaio del seguente anno 1769.

1 Cioè il libretto che poco dopo fu dato alla luce con questo titolo: Apologia della Teologia morale, tacciata da taluni per lassa, come seguace del lasso sistema probabilistico, e specialmente dell'opinione meno probabile.






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