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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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603. A D. CARLO PAVONE, REGIO AMMINISTRATORE DEL NITRO NELLA TERRA DELL'ANNUNZIATA.

Lo prega di far grazie ad un povero carcerato.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 23 FEBBRAIO 1769.

Illmo Sig. Sig. Pne colmo,

Ritrovandosi carcerato qui in Arienzo da circa tre mesi un povero miserabile, Domenico Carcagna di S. Maria a Vico, mia diocesi, per una nera impostura fattagli di certo contrabando di salnitro, e ritrovandosi al presente infermo nelle suddette carceri, come appare da fede de' medici presentata a questo Signore governatore, prego V. S. Illma a volersi degnare di farlo escarcerare; giacché si muore di fame, vivendo di pura elemosina, né possiede cosa veruna.

Sono sicuro che V. S. Illma voglia, a mio riguardo, fare questa grazia al povero che ho l'onore raccomandarle, e non farlo morire in un carcere innocentemente; mentre mi assicurano che il medesimo fu arrestato per mera impostura.

D. Carlo mio, fatemi questa carità, ché io non mancherò di raccomandarvi al Signore.

E sulla certezza delle sue grazie, mi raffermo,

Di V. S. Illma.

Devmo ed affmo servo

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme all'originale che si conserva nella nostra casa di Chateauroux, in Francia.




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