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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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604. AL MEDESIMO.

Per la grazia suddetta gli manda la fede richiesta, e rinnova

con calore le sue raccomandazioni.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 12 MARZO 1769.

Illmo Sig. Sig. e Pne colmo.

Sono troppo obbligato alla gentilezza di V. S. Illma per la carità s'impegna fare al povero carcerato: ed io, in esecuzione de' suoi venerati comandi, le accludo la chiesta fede e spero alla sua efficacia, che voglia vedere in risposta escarcerato il miserabile vecchio infermo.

D. Carlo mio, creda che carità più grande non può fare.

Io l'aiuto con l'elemosina per il mantenimento, ma al disagio non posso rimediare: onde spero che voglia V. S. Illma darmi la consolazione di vederlo fuori e non sentirlo morto in un penoso carcere, privo pure degli aiuti spirituali.

Non altro. Mi auguro l'onore de' suoi venerati comandi e mi rassegno ecc.

Conforme all'edizione romana.




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