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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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619. AL P. D. ANDREA VILLANI.

Desidera vederlo, e gli parla della sua fatica nel celebrare, e d'altri affari della Congregazione.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 1 SETTEMBRE 1769.

Ho ricevuta la vostra ultima de' 24 agosto.

In quanto alla venuta, io vi scrissi che avrei desiderato di avervi qui prima dei principi di ottobre, quando sarà qui l'arcivescovo di Amalfi, per consigliare e risolvere allora il tutto circa il tempo e 'l modo [della rinunzia al vescovado].


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Onde se V. R. potesse venire verso li 20, o 25 di settembre, buono sarebbe; ma venendo allora avrebbe da trattenersi poi sino alla venuta dell'arcivescovo. All'incontro, non sapendo io gli affari che possono occorrervi in tal tempo, mi rimetto a V. R., acciocché stia in libertà di anticipare o no la venuta.

Circa la missione di Martina, non mi avete risposto ancora se avete parlato col P. Cimino, e se v'è speranza di avere il viaggio franco (come sperava il P. Cimino) da quelle monache [di Conversano] che voleano la missione ad una loro terra, non molto distante da Martina. Aspetto dunque questa risposta, e poi scriverò all'arcivescovo di Taranto.

Per grazia di Dio, io seguito a dir messa, ma con un grande stento; onde dopo la messa mi trovo tutto sudato.

In quanto poi all'applicazione della messa, quando verrete, parleremo; ma frattanto avvisate alla casa di Nocera che non facciano alcuna applicazione per queste messe mie, perché io le debbo applicare per certi miei obblighi.

Avete fatto bene a non mandar per ora niuno de' nostri a Scala, perché ancora io so l'origine dell'ordine del vescovo. Quando venite, parleremo.

Ritrovandosi qua Fr. Carlo, e dicendo esser stracco dalle sue fatiche sofferte e volersi riposare quattro giorni qua, ho pensato mandare [a Nocera] il presente apposta a prendere l'orologio1 di D. Michela, per cui non passa giorno che non ne sono richiesto, e mandarlo in Sant'Agata per detto Fr. Carlo: onde sempre che detto orologio va bene, [V. R.] potrà farlo consegnare al presente. Prego V. R. a farlo bene osservare, acciò poi non avesse di nuovo a mandarsi con mia duplicata spesa.

Essendo fatto quello di Durazzano, pure potrà mandarlo per altra persona, ché si manderà pure per Fr. Carlo.

Benedico V. R. e tutti.

Di V. R.

Fratello ALFONSO MARIA.


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[P. S.] Si manda apposta il presente corriero, acciò gli consegniate li due orologi, ma specialmente raccomando di procurare che vada bene l'orologio che dee andare a Sant'Agata, perché a quella Signora ho obbligazioni. Se non va perfettamente bene, non serve mandarlo.

Benedico Vostra Riverenza e tutti.

Se il P. Cimino potesse accompagnarsi con V. R., quando viene qui, l'avrei a caro: onde vedete di portarvelo.

Il governatore di qui, D. Domenico Fiocchi, mi ha scritto un biglietto, che vorrebbe vedere il figlio D. Carmine.1

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma,




1 Il Fr. Mattia Fazzano che si trovava allora nella casa di Nocera era un abile oriolaio. I Superiori talvolta, o per gratitudine o per carità, permettevano che prestasse l'opera sua, massime per riparazioni, ad estranei.



1 Il P. D. Carmine Fiocchi.




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