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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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657. AL P. D. ANDREA VILLANI.

Gli manda la copia d'un memoriale in difesa della Congregazione e gli inculca di recarsi all'uopo presso persona influente

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 21 MARZO 1771.

Dei due memoriali niuno mi è piaciuto; ma ho pigliato parte dell'uno e parte dell'altro e ne ho composto un altro che già ho mandato a Tanucci con mia lettera, ed un'altra copia a D. Carlo Demarco. Faccia Dio!

Mi sono steso su quel punto di Celano che mi ha piaciuto: che le rendite, assegnate per le opere pubbliche, spetta propriamente al Re di disporne.

Vi mando la copia del memoriale da me fatto. Ma questa copia si è fatta di fretta da uno che non sa scrivere, ed a principio ha fatto un'imbroglio di cose. Basta: pigliatene il senso e non state a badare alle parole.

Ho scritto poi una lunga lettera a Mgr [Matteo] Testa. Sono ora vicino le quattro ore di notte, e da stamattina sinora non ho fatto altro che leggere e dettare tutte queste lettere e memoriali. Il Signore le benedica! Fatele aiutare coll'orazioni; fate dire una Salve, ogni sera.

Per Mgr Testa, vedete che non si farà niente, se non ci va alcuno di voi a parlargli.

Il meglio sarebbe che ci andasse V. R., perché Mgr Testa la stima più degli altri. Almeno ci vada il P. Fiocchi o il P. Maione o Corrado; ma come dico, sarebbe meglio V. R., perché, se questa volta superiamo, io spero che saremo liberati dalle angustie in avvenire.


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Mgr Testa è di buona intenzione, ma se non e pressato ed importunato, resta colla buona intenzione e non fa niente.

Benedico V. R. e tutti.

Stamattina è passato per qua il canonico Capasso di Benevento, e mi ha mandato a cercare due chicchere di cioccolata: una per esso, ed un'altra per la nipote. Poi ha mandato chiamando D. Felice [Verzella], ed ha voluto venire ad onorarmi. Gli ho detto che mi raccomandi a Dio per la rinunzia.

Ho pensato mandar D. Felice domani mattina a Caserta da Tanucci, e già così ho conchiuso, mentre parlerà pure [col confessore del Re] Mgr Sanseverino e col principe della Riccia, per raccomandarci.

La benedico di nuovo.

Fratello ALFONSO MARIA.

Conforme all'originale che si conserva nell'archivio del nostro collegio di Pagani.




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