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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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661. A SUOR BRIANNA CARAFA, NEL MONASTERO DI S. MARCELLINO, IN NAPOLI.

L'esorta a riprendere tutti gli esercizî di pietà e le indica alcune pratiche efficacissime.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 30 APRILE 1771.

Ricevo l'altra vostra dopo molto tempo, e mi consolo: perché, non vedendo vostre lettere, temevo qualche rilassamento più pernicioso, in lasciare tutto e mettervi alla vita che fanno le altre monache.

Mi consolo che avete pigliato di nuovo fiato colla Superiora ed avete ripigliati i sacramenti. Qual meraviglia che in questo tempo siete stata così tentata e così arida? Ringraziamo Dio che non è succeduto peggio. È cosa certa che, quando ci scostiamo da Dio, Dio si scosta da noi, e fioccano le tentazioni e i difetti.


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Io non chiamo difetti le desolazioni di spirito. Quando l'anima sta rassegnata e non lascia la comunione ed i suoi soliti esercizî, più si avanza nella perfezione e si fa più cara a Dio, che se fosse piena di consolazione spirituale.

Via su, faciamoci animo: ripigliamo di nuovo tutti gli esercizî e specialmente la comunione, e non cerchiamo consolazioni.

V. R. non si parta da quello che le dice la Badessa, si umili sempre a quanto le dice. Dicea la ven. Serafina di Capri: Chi non ingotta [inghiottisce] non si fa santa. Quando vi vedete mortificata, almeno non rispondete ed ingottate, e dopo di ciò ve ne troverete molto contenta; altrimenti quando poi vi risentite, resterete con un chiodo al cuore che vi tormenta più di ogni pena. Bisogna vincer tutto per guadagnare il tutto: intendo la bella gioia che è Dio.

Nelle meditazioni, non vi partite mai dalla Passione di Gesù Cristo. Chi spesso la medita, non è possibile che non s'innamori di Gesù Cristo e non desideri patire ogni cosa per questo Sposo di sangue, mentre ha sparso tutto il sangue per farsi amare da noi.

Ora vengono due belle feste di fuoco, dello Spirito Santo e del SS. Sacramento. Cercate dunque fuoco, ma fuoco non di consolazioni, ma di santo amore; e l'amore consiste nell'amar Dio senza consolazione: ed allora, benché non si provano dolcezze, si prova però la bella pace, che non si gode che da quelle anime che vogliono solo Dio.

In questo tempo, io non ho lasciato di raccomandarvi secondo il solito a Gesù Cristo, ed il solito è che voi siete la prima ad esser da me raccomandata: e seguirò a farlo. Fatelo voi ancora per me, come io fo per voi.

Gesù Crocifisso vi infiammi tutta del suo santo amore; e resto

Di V. R.

Umo servo

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme ad un'antica copia.




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