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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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671. AL P. D. ANTONIO TANNOIA, RETTORE DELLA CASA D'ILICETO.

Gli esprime la sua gratitudine per alcuni servizi ricevuti e lo prega di non rinunziare una carica.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe !

ARIENZO, 10 LUGLIO 1771

Sto rivedendo la bulletta [conticino] delle stampe, ed ho fatto dare carlini 20 a Fr. Daniele.

Questo Fratello mi ha data la vita; mentre, avendo dovuto partire per la Cava il mio cuoco per assistere alla morte della moglie, l'ho fatto restare a cucinare quattro giorni, ed il poveretto l'ha fatto con tanta carità.

Onde ho obbligazione doppia a V. R., sì per le stampe che mi ha favorite, come per la carità fattami dal sudetto Fratello; onde compatite se il medesimo ha tardato a ritornare.

Benedico V. R. e tutti, e raccomandatemi a Gesù Cristo.

Di V. R.

Fratello ALFONSO MARIA.

[P. S.] Ora ho saputo la sua risoluzione. Onde la prego a togliersi di capo la rinunzia, e fare quel tanto l'ha scritto D. Andrea [Villani]. Questi sta bastantemente angustiato: onde la prego a non aggiungergli angustie ad angustie, col parlare nuovamente di rinunzia.

Fate la volontà del medesimo ch'è la stessa di Dio.

Vi benedico di nuovo.

Conforme all'originale che si conserva nell'archivio del collegio di Pagani.




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