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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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676. AL P. D. PIETRO PAOLO BLASUCCI, IN GIRGENTI.

Gli parla di cose spettanti a quella casa e della pubblicazione di due suoi libri.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 8 SETTEMBRE 1771.

Ho ricevuto stamattina tutte e due le vostre lettere. Rispondo alla prima cosa che più importa.

V. R. ha tutta la ragione di non partirsi da costì per settembre, e tutto quel che scrive è giustissimo.

In cotesta diocesi, l'unico sostegno è il Vescovo. I Signori consultori vogliono burlare, e così state quieto. Se vi tornano a scrivere che venite, rispondete ch'io vi ho scritto che non conviene lasciare Girgenti nelle presente circostanze.

Io avrei tutta la consolazione di rivedervi presto, prima che mi succeda la morte; ma la mia consolazione bisogna che ceda alla gloria di Dio.

In questa primavera poi, se potrete fare una scappata, ma senza disgustare il Vescovo, allora ci penseremo.

Per lo novizio,1 dispenso, come V. R. mi scrive.

Neppure conviene poi che V. R. deponga il rettorato; non conviene: se non altro, si darebbe a parlare. Procurate non però di stare inteso di tutto, e dirigere le cose più importanti, mentre stiamo in mezzo a' nemici; e così procurate che tutte le cose di maggior peso non le facciano, se prima non me l'avvisano.


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Già intendo che non potremo mettere piede nella biblioteca, se non manca il canonico bibliotecario.1

Giacché il P. Lauria si lamenta che manca l'osservanza per la vostra assenza, V. R. gli raccomandi, anche da parte mia, l'osservanza; che rimedi esso come può, e non potendo, dica che ne scriverà a me; perché se alcuno non si emenda, lo muteremo.

Per grazia di Dio, ora qui stanno molti buoni giovani. I Padri miei non hanno molto genio per Girgenti, ma io vi ho tutto il mio; perché vedo il gran profitto che si fa in tante migliaia di anime in Sicilia, che non hanno l'aiuto che hanno quelli del regno di Napoli.

Il libro di prediche sta in prossimo ad esser scarcerato,2 ma non ancora è stato. Subito ch'esce, ve lo manderò per una di quelle vie che mi avete scritte.

A questo vostro vescovo [Mgr Antonio Lanza] io gli voglio tanto bene, vedendo quanto è zelante per le anime. Ditegli che lo riverisco; e prego, quanto posso, che Dio gli dia sanità per lo bene di cotesta diocesi, sentendo con quanto zelo si porta; e ch'esso ancora mi raccomandi a Gesù Cristo.

In questo tempo di tempesta, non è tempo di sperare stabilimenti fermi di autorità reale. Fidiamo nella bontà di Dio, e campiamo alla giornata.

Avrete avuta gran consolazione in leggere le lassezze del Tamburino.3


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Qui in Napoli, escono dispacci terribili ogni giorno contro le povere chiese. Sempre si dice che la pace è vicina, ma li dispacci fioccano. Quanto state meglio voi in Sicilia, che noi a Napoli !

Il libro mio delle eresie sta a buon porto: ho finito già l'istoria ch'è venuta in due tomi. Ora sto correggendo il terzo, ove si confutano le eresie più principali; e questo mi ha costato e mi costa gran fatica.1 Ma, per grazia di Dio, la testa mi aiuta e mi sento bene, senza lasciar minima cosa circa le cose del governo.

In questo mese, entro negli anni 76. Non lasciate di raccomandarmi a Gesù Cristo, ogni mattina, alla messa con modo speciale per la buona morte, che non sarà lontana.

Benedico V. R. e tutti.

Di V. R.

Fratello ALFONSO MARIA del SS. Redentore.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.




1 Questo novizio era il sacerdote D. Biagio Garzia, il quale ebbe la dispensa di sei mesi di noviziato.



1 Mgr Lucchesi, affin di procurare a' Nostri un'abitazione ed un piccolo assegnamento, aveva disposto che i medesimi fossero custodi della biblioteca, ch'egli avea formata per la sua città vescovile di Girgenti.



2 Questo libro, che il Santo pubblicò sotto il titolo: Sermoni compendiati per tutte le domeniche dell'anno, fu l'oggetto di una ridicola severità da parte del revisore. " Per far uscir questo libro -così scrisse S. Alfonso il l. agosto al suo tipografo di Venezia, D. Giuseppe Remondini- ho rivoltato Napoli, ed ho fatto tante lettere e memoriali, che ne potrei empire un volume. "



3 Tommaso Tamburini, autore troppo benigno in alcune sentenze di teologia morale.



1 Quest'opera fu pubblicata nel seguente anno sotto il titolo: Trionfo della Chiesa, cioè Istoria delle eresie colle loro confutazioni.




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