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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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678. AL P. D. ANGELO MAIONE, A NAPOLI.

Gli esprime i suoi sentimenti su di una convenzione per l'affare d'una cappellania.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 11 OTTOBRE 1771.

Non dubitate: né mi rispondete più ch'io nomini i Padri circa l'aggiustamento di Ciceri; mentre io non li ho nominati, né li nomino; anzi le dico che V. R., incontrandosi col Sig. D. Giulio, affatto si comprometta col medesimo: ché D. Ercole farà quello che voglio io; perché questo servirà per tener la porta aperta, poiché, quante volte non piaceranno a noi i progetti di Ciceri, sempre possiamo dire che D. Ercole non ha voluto far niente.1 Intendete.

Fatemi sapere come va la cosa de' capitali per far celebrar 1500 ducati di messe, e 'I resto per aiuto delle missioni; e se io ci diedi il consenso, o pure lo fece P. Ferrara da sé.


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Informatevi di questo fatto senza meno, e quanto più presto, perché io affatto non me ne ricordo; onde senza meno informatemene per mia regola. La benedico.

Fratello ALFONSO MARIA

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma




1 L'abate D. Giovanni Alfonso Ciceri, come l'abbiamo già notato altrove vol. 1° pag. 408, mediante due istromenti del 3 novembre 1757 e del 30 maggio 1758, avea concesso a S. Alfonso il pieno jus di nomina ad una certa cappellania laicale. Dopo la morte dell'abate, il Santo, perché la nostra Congregazione era incapace di acquistare, con istromento stipulato il dì 30 marzo 1770, trasferì il suo diritto a suo fratello D. Ercole; dal che pare che gli eredi dell'abate volessero muovere lite contra la Congregazione.(Si veda appresso la lettera del 31 marzo 1772).

Il Santo avea ragione, dicendo che suo fratello farebbe secondo il suo comando; perché, il dì 11 ottobre 1775, D. Ercole, con altro istromento trasmise il padronato della cappellania a' suoi eredi naturali, ma col patto che le messe della cappellania (venti per ogni mese) venissero celebrate nella chiesa dei Padri del SSmo Redentore in Pagani, ovvero in Iliceto. E così la Congregazione conseguì il beneficio della donazione dell'abate Ciceri.






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