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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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712. A SUOR MARIA MICHELA DI S. FRANCESCO, TERESIANA IN RIPACANDIDA

Grave obbligo delle monache di non dar il voto per l'ammissione di una novizia indegna.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 18 MARZO 1773.

Ho ricevuto la vostra lettera, e molto mi è dispiaciuto leggere in quella che state così travagliata, con tutta la


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comunità, per causa dell'educanda che mi scrivete ed è certo che, quando in una comunità vi è una persona infetta, in quel monastero non vi è mai pace, e solo ci regnano contrarietà, disturbi e inquietudini; e piacesse a Dio che non regnasse anche il peccato! Io vi consiglio però, quando questa educanda dovrà monacarsi, a non darle voto inclusivo; e questo che scrivo, fatelo sentire a tutte le monache, e dite loro che io l'ho scritto, che qualora qualche monaca le il voto inclusivo, fa peccato grave ne potranno essere scusate. Fate sentire a tutte che lascino i rispetti umani e pensino che, se per questa educanda esse si dannano, non vengono i parenti di quella a cacciarle dall'inferno .

Vi prego poi a sopportare questi disturbi e queste contrarietà per amore di Gesù crocifisso, e pensare che questi vostri patimenti sono un niente a paragone di quello che patì Gesù Cristo. Soffrite questo ed ogni altra contrarietà con pazienza e silenzio; ché Dio vi coronerà di gloria.

Vi raccomanderò a Gesù Cristo con tutta la comunità, e prego voi di raccomandarmi a Gesù Cristo. Vi benedico e resto.

Ho ricevuto insieme colla vostra un'altra lettera, non so se di novizia o di educanda, ove mi dice che non può mangiare oliolegumi, né portar la lana, né andare all'officio la notte e mi domanda della sua vocazione

Io le ho risposto che, non potendo osservar la Regola, è segno certo che non è chiamata al vostro monastero, e che, se volesse farsi monaca in detto monastero, si pone in pericolo di perder l'anima, e che le monache non possono riceverla senza colpa grave. Altro è quando ad una, già fatta monaca, sopravviene l'infermità; altro è quando ancora si ha da monacare.

Conforme all'edizione romana.




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