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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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729. AL PRINCIPE DELLA RICCIA.

Sollecitudine del Santo in dar corso alla giustizia contro un colpevole.

ARIENZO, 20 SETTEMBRE 1773.

Eccellenza,

Ricevo la veneratissima lettera di V. Ecc., colla qualle mi comanda di fare aver luogo alla giustizia, quanto più presto, per la nota causa contro il sacerdote Ferace de Moiano.


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Sappia V. Ecc. che, per l'assistenza della parte contraria, mi sono venuti tanti dispacci dalla Maestà del Re, toccanti sempre la stessa cosa; a tutti si è risposto con relazioni, né si è preferito momento di tempo per il disbrigo.

Sicché, per le prime accuse fatte al suddetto Ferace, ne pende il disimpegno nella curia di Benevento, anche per ordine del Re. Per la seconda accusa, già si è preso l'informo da questa mia curia, e se n'è compilato voluminoso processo.

Di quanto si è constatato, se ne dee far relazione a S. M. in esecuzione degli ordini suoi; ed io starò con tutta la vigilanza, acciò colla maggior prestezza possibile abbia luogo la giustizia.

Non altro. Resto con piena stima e con tutto l'ossequio, rassegnandomi

Di V. Ecc.

Umo, devmo ed obblmo servitore vero

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma .




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