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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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735. AL P. D. ANDREA VILLANI.

Gli parla di alcuni lavori apostolici e delle difficoltà che si frappongono.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 21 NOVEMBRE 1773.

Ricevei il vostro biglietto della vostra venuta con Mgr Borgia, e risposi, giorno sono, che vi aspettavo.

Tenevo che il tempo non ve lo permettesse per le piogge; ma poi ho veduto accomodato il tempo, e non vi vedo comparire.

Scrissi ancora che, in caso che Mgr Borgia non potesse venire, com'è facile per ragione degli affari della sua diocesi (tanto più che ora si accosta l'Ordinazione di Natale), almeno venisse V. R.; e di ciò nuovamente la prego, prima che v'ingolfiate nelle missioni.

Prendetevi il calesso per la venuta e per lo ritorno; perché non voglio trattenervi qua: mi basta un solo giorno per conferirvi più cose, e poi subito potete andar dove bisogna.

Il P. Blasucci col P. Mancusi ancora stanno a Sant'Agata e, come sento, si tratterranno forse tutta questa settimana. E parlando del P. Mancusi, bisogna che da ora vi dica che V. R. mi ha dato un disgusto sensibile, in costringermi a mandarlo in questo tempo in cui era già venuto il tempo degli esercizî di Sant'Agata; ed ora mi bisognava il P. Mancusi, per aiutarmi a dare l'ultima mano all'opera così difficile, che sto facendo, della


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Traduzione de' Salmi. Se sapeva che V. R. non mi mandava qualch'altro soggetto per compagno di Blasucci, me l'avrei procurato io da tanto tempo; giacché da tanto tempo io vi prevenni per questi due Padri a Sant'Agata. Poi essendo già venuto il tempo degli esercizî, mi è stato necessario di mandare il P. Mancusi, e sono restato in secco; tanto che ho fatto levar mano alla stampa. Or basta: quel ch'è fatto è fatto.

Ora vi prego di venire. Già so che starete intrigato in molte faccende; ma, come dico, mi basta di avervi qui per un solo giorno.

Per l'affare di Roma, son guai; perché mi è stato scritto che vi è pensiero, tra i Cardinali della Congregazione [de' Vescovi e Regolari], d'incamerare tutte le robe delle case de' Gesuiti, lasciate nella Romagna, senza sostituire altri a seguitare le opere che faceano i Gesuiti. Se ciò è vero, vanno in fumo tutte le nostre speranze, e frattanto quelli poveri Padri si ritrovano in Veroli [Scifelli] con poca speranza di potervi sussistere. Sia sempre fatta, ed in tutto, la divina volontà!

Benedico V. R. e tutti, e l'aspetto.

Gloria Patri! Dopo scritta questa, leggo la vostra, scritta al P. Mancusi per la missione di Salerno e, come leggo nella vostra, anche per la novena a Nola e per gli esercizî al seminario di Aversa.

Ora veniamo a noi.

Io, vedendo questo bisogno della missione di Salerno, mi ho pazienza per ora; ma vi prego, quando poi V. R. può scappare da dentro la missione di Salerno, o almeno dopo quella missione, di venire a trovarmi un giorno; giacché, come sento, Mgr Borgia non può venir più.

In quanto poi al P. Mancusi, come ho scritto, ora mi serviva;

ma bisogna che me lo mandiate almeno dopo la missione di

Salerno, o dopo gli esercizî dati al seminario di Aversa. Per ora

vedo che vi è bisogno: onde ne ho pazienza.

In quanto alla novena della Concezione a Nola, scrive il Mancusi che la città di Nola è luogo di soggezione, ed esso


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non si fida d'improvvisare, ed ha ragione; perché a Nola specialmente vogliono che si parli sempre della Concezione di Maria: onde poco piacquero le prediche mie, perché non parlai sempre della Concezione.

Onde da ora potete mandar a dire a Nola (vi è il giusto pretesto) che l'arcivescovo di Salerno vuol ivi la missione, per le ruine fatte dalle piogge; e che non possiamo negare, essendo noi tenuti di ubbidire all'arcivescovo, per la casa che abbiamo in diocesi.

Ed in ogni conto si dee preferire Salerno, che ha bisogno di molti soggetti ed è luogo di soggezione. Nell'altra missione, fummo 18 Padri.

Come facciamo ora per Blasucci e Mancusi, che si trovano cominciati gli esercizî al monastero di Sant'Agata? Se mando loro a dire che lascino, sempre ci vogliono quattro o cinque giorni sino che arrivino a Salerno. Penso che possono trovarsi in Salerno per la fine di questa settimana, e frattanto non lascerebbero gli esercizî. Chi vuol sentire quelle monache? Del resto, stasera scriverò a Blasucci che può bastare alle monache che resti uno di loro a finire gli esercizî, e l'altro può venire a Salerno.

Oh Dio, e che imbroglio! Penserei che solo Blasucci potrebbe fare questa novena a Nola. Ma io meglio penserei di mandarlo a Salerno, dove certamente vi bisogna. E questa novena di Nola, direi che V. R. se ne scusi per sempre, sempre, sempre; perché è cosa di soggezione (onde bisogna perdervi due soggetti de' migliori) e cosa di poco frutto; e viene questa novena nel principio che si han da cominciare le missioni, forse più premurose.

Del resto scriverò a Blasucci; ma difficilmente egli potrà venire, ed io vorrei più presto che si trovasse a Salerno: onde io non so che cosa fare. Ma stante la missione di Salerno, difficilmente può riuscire la novena, e perciò mi regolerò come pare a questi due Padri di Sant'Agata.

Del resto, questa lettera mia Dio sa quando arriverà in mano vostra.


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Giacché V. R. per ora non può venire, l'aspetto quando potrà. Frattanto vorrei sapere se V. R. sta colla stessa specie che, se io rispondo all'abate Magli, ne può venire la ruina totale della Congregazione. Dio mio! non è venuta questa ruina quando ho risposto al P. Patuzzi, il quale faceva altra figura dell'abate Magli; ed ora per rispondere a Magli che, come sento, è tenuto per un fanatico (e così pare a tutti, secondo scrive) perché ha da venire questa ruina? .1

Fratello ALFONSO MARIA.

[P. S.] Avvisatemi presto, dopo gli esercizî, dove debba mandare il P. Blasucci e il P. Mancusi; oppure fatemi sapere che avete risoluto.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.




1 La seconda parte di questa lettera, trattando della dottrina dell'abbate Magli e della confutazione che voleva farne il santo Dottore, si leggerà a suo luogo, nella serie delle lettere scientifiche.






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