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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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743. AL P. D. LUIGI CAPUANO.

Cerca di liberarlo dagli scrupoli onde veniva travagliato nel ministero delle confessioni.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 3 MARZO [1774?]

Ho letto io tutta la vostra.

Rispondo: dite a' piedi di Gesù Cristo: Signore, io voglio fare quel che piace a voi, non quel che piace a me.

E Gesù Cristo vi risponderà: quel che piace a me è che facciate l'ubbidienza de' Superiori, Qui vos audit me audit.

Ma io trovo scrupoli a far quest'officio.- Ma D. Luigi mio, trovatemi un confessore timorato di coscienza che confessa senza scrupoli. E se vale quel che scrivete, niuno avrebbe da confessare più.

La regola è che, dopo aver confessato, non si pensi più a quel che si è fatto. Basta che avvertitamente non si è voluto fare un errore; dico deliberatamente.

 Voi eravate morto: Dio vi ha risuscitata la sanità, acciò l'impieghiate a far la sua volontà, e voi volete esimervene.

Quando poi vi sentite qualche incomodo corporale, spiegatelo al Superiore, e poi fate l'ubbidienza.

E non dubitate per scrupoli: bonum Dominum habemus. Come potete pensare che Dio voglia mandare all'inferno uno che fatica per dargli gusto?

Via su, state allegramente! fate quel vi dice l'ubbidienza e non dubitate, e pregate Dio per me.

Vi benedico e raccomandatemi a Gesù Cristo.

Fratello ALFONSO MARIA.

Conforme ad un'antica copia.




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