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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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746. AL MEDESIMO.

Parla della sperata fondazione di Ceprano.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 24 MARZO 1774.

Si è letta tutta la lettera del P. Cimino, il quale scrive che già si metteva in viaggio per il ritorno in Napoli.

Per i preti poi di Veroli che si sono opposti per il seminario, [casa di Ceprano], non è cosa da farne caso, una volta che il Papa ha fatta la concessione al Vescovo, e tanto più che il Vescovo sta così impegnato: esso supererà ogni cosa.

Se poi le cose si accomodano meglio, io direi che subito si prendesse la fondazione; perché presa la fondazione, cesseranno i contrasti.

All'incontro, io stimo necessaria la fondazione in cotesto Stato [Pontificio]; ma quella di S. Cecilia [Scifelli] non so come possa sussistere per la scarsezza.

Farete capitare questa mia a Monsignor di Veroli che ringrazio; onde leggetela, e poi mandategliela subito.

Dopo scritta questa, è venuto il P. Cimino assieme col P. Caione.

Non altro. Vi benedico assieme cogli altri.

Fratello ALFONSO MARIA.

[P. S] Per il presente si mandano i libri a Monsignor di Veroli: la Monaca Santa, la Verità della Fede, gli Esercizî a' preti e la Dogmatica.

Conforme ad un'antica copia.




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