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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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802. AL P. D. ANGELO MAIONE, IN NAPOLI.

Continua ad avvisarlo di tutto che può favorire il felice esito della lite.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 8 MAGGIO 1775.

Ieri sera vi scrissi l'altra mia; ora soggiungo poche parole.

Il Sig. Celano mi pare che, nella prima parlata, vuol dire qualche cosa del bene che ha fatto sinora la Congregazione per tutto il Regno.

Credo che lo farà; e sarebbe bene che anche V. R. glielo insinuasse.

Può dirgli che comunemente i paesi, dove vanno le nostre missioni, dicono che non hanno avute missioni simili; ed ultimamente mi disse il P. Vicario questo appunto che diceano i Tarantini, cavalieri e popolo: che, dopo tante missioni che hanno avute, non ci è stata una simile alla nostra, né di maggior frutto.

Dopo, fecero la missione di Foggia. Ora stanno facendo la missione di Capua, e mercoledì principieranno quella della città.

Avvisatemi poi qualche cosa di buono; ma già vedo che ora non vi può esser cosa di momento. Avvisatemi che si è fatto con Vivenzio, parlo [dell'] avvocato; ma coll'occasione dell'avvocato D. Niccola [Vivenzio], facilmente potete attaccare col fratello, medico degl'infantini [piccoli figli del Re] ed anche, come si dice, della Regina, la quale, come sento (benché sono notizie di casali) al presente entra nel consiglietto di Portici.1


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Vedete poi quando bisognerà far qualche regalo a Vivenzio; avvisatemelo, e quanto; ma non vi mantenete troppo alto. Credo non però che de' regali si debba parlare appresso, quando si fa la consulta.

Sento che Salomone seguita a star malato: mi dispiace.

Di Vargas dicono che facilmente deferisce all'ultima parte che l'informa; onde buono sarebbe che l'informaste negli ultimi giorni.

Del resto, io attendo a far fare orazione da quanti posso, ed in queste stanno le speranze mie. Confido in Gesù Cristo ed in Mamma Maria; resto rassegnato a ciò che Dio vorrà, e li prego che mi diano forza.

Avvisatemi poi quando viene costì il P. Blasucci, che volea mandare il P. Vicario in luogo suo. Sempre è buono che siate due a discorrere.

Dite a Celano che tutti si rallegrano con noi che abbiamo un avvocato così bravo com'egli è, e noi ne ringraziamo sempre Dio.

Benedico V. R. e tutti.

Di V. R.

Fratello ALFONSO MARIA.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.




1 La regina Maria Carolina arciduchessa d'Austria, per condizione apposta nel contratto nuziale, aveva il diritto di prender parte al consiglio di Stato, appena fosse divenuta madre del principino ereditario, il che avvenne il 4 gennaio di questo anno, quando, dopo due figlie femmine, diè alla luce Carlo Francesco, duca di Puglia. Ecco perché si dice che la regina entrava nel consiglietto di Portici, cioè nel consiglio di Stato che tenendosi allora in Portici, veniva chiamato consiglietto.




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