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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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804. AL MEDESIMO.

In risposta ad una lettera per cui l'aveva sollecitato a rimanersi in diocesi per altro tempo, il Santo se ne scusa adducendone le ragioni in contrario.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 14 MAGGIO 1775.

Ho ricevuto la vostra risposta.

Ora mi dite che stimereste che io differissi la partenza per Nocera, almeno finché esca la consulta [intorno alla lite col barone Sarnelli.]

Ma se la cosa mia si spicciasse presto e fosse dichiarato il successore, bisognerà che parta senz'aspettare la consulta, perché il successore strepiterebbe; giacché vorrebbe spicciar la sua ordinazione prima de' caldi maggiori. Rispondetemi subito per via di Napoli, se non vi è altra comodità.

Io non intendo poi a che può servire il mio trattenimento sino all'uscir la consulta, quando sarà già pubblicata la mia rinunzia. La consulta può tardare di uscire per tre o quattro altri mesi.

Datemi animo che io fo la volontà di Dio con lasciar la diocesi, acciocché io la lasci con tutta la mia pace.

Riveritemi l'arcivescovo,1 e che ci raccomandi a Dio per queste vessazioni che passiamo.

Io non so che fretta avete di far tornare il P. Cimino. Sempre dite che non serve e che basta il P. Maione.


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Fatelo aspettare almeno sino che si parli la causa la prima volta, e vediamo a che si mettano le cose, e che cosa sputino i ministri. Sì signore, Cimino non è necessario; ma in questi giorni possono occorrere più cose, e Cimino può servire per parlare ad alcuno, non potendosi moltiplicare il P. Maione; può servire per qualche consiglio; può servire per dar animo a Celano; può servire a suggerire qualche cosa che non sovviene agli altri. Come non serve in uno anfratto di tanta importanza che importa tutto?

Benedico V. R. e tutti.

Di V. R.

Fratello ALFONSO MARIA.

[P. S.] Già il corriere di Santangelo vi porta la lettera mia, senza che ella vada in Napoli; onde rispondetemi subito, perché il corriere ha da tornare qui ad Arienzo.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.




1 L'arcivescovo di Capua era D. Michele Maria Galeota, Teatino.




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