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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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806. AL MEDESIMO.

Seguita sullo stesso oggetto.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 4 GIUGNO 1775.

Sento che la relazione della consulta non la dovrà fare il marchese Spiriti, ma il commessario, il che mi ha consolato. Avvisatemi se va così. Del resto, vi mando il foglio firmato, se mai può servire.

Il P. Vicario [D. Andrea Villani] ora verrebbe inutilmente in Napoli. Verrà quando si fa la consulta, acciocché accudisca a Mgr Testa; benché mi dica D. Andrea che ora si vuole affacciare almeno per pochi giorni in Napoli.

Quanto poi mi avete scritto, tutto va bene. Lasciamo dunque fare alla misericordia di Dio.


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Vi prego di appurar questa cosa che si dice della morte di subito del vescovo di Girgenti. Dicono che l'abbia detto il suo agente.

Non ho altro che dire; la benedico e resto

Fratello ALFONSO MARIA.

[P. S.] Io poi vi aspetto, senza meno, dopo che sarà uscita la consulta, almeno per consigliare le lettere ai consiglieri di Stato. Io frattanto seguito la messa per la causa.

Direi che faceste presto sbrigare lo scritto; perché se non procuriamo che i ministri appuntino di votare la causa, non ci resta tempo d'informare i ministri, o pure ci resta poco tempo, di modo che gl'informi si faranno di fretta e non a piede fermo.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.




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