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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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808. ALLA MADRE MARIA RAFFAELLA, SUPERIORA DELLE MONACHE DEL SS. REDENTORE IN SANT'AGATA.

Le dà sue notizie e salutari avvisi anche per tutta la comunità.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 27 GIUGNO 1775.

Sono tre poste che non ricevo lettere da Roma.

Sto aspettando l'avviso della volontà di Dio, per ubbidire secondo Dio vuol disponere di questi pochi giorni che mi restano; ma vedo già che saranno molto pochi: ieri mi intesi male.

Né l'agente, né il successore mi hanno scritto: è segno che a Roma saranno imbrogliate le cose.

Pregate Iddio per il Papa, come fo io continuamente. Dico per il Papa, il quale, come mi è stato scritto dalla Romagna, sta così afflitto che si desidera la morte, per più cose avvenute, contrarie al bene della Chiesa, che lascio di scrivere perché son cose lunghe.

Io prego Dio che dia salute a V. R. per lo bene di cotesto monastero, e spero che il Signore non la chiamerà, se non quando la Comunità è assodata in modo che da sé possa reggersi.

V. R. predichi sempre che si tengano lontani gli abusi e le cose nuove, perché le cose nuove possono rovinare l'osservanza a poco a poco. Così è rovinata l'osservanza di tanti monasteri di grand'osservanza, cominciando a poco a poco. Basta che sia cosa nuova, non secondo l'antico solito; se ne deve tremare: s'intende quando è cosa di larghezza.

Benedico V. R. e tutte le figliuole, una per una, acciocché Gesù Cristo le riempia dell'amore suo.

Dove ci è l'amore di Dio, non ci è paura; e perciò ricordate sempre che diriggano ogni cosa che fanno per dar gusto a Dio. E quando non si opera, almeno ognuna replichi atti di amore a Gesù Cristo e replichi spesso: Gesù mio, dammi l'amor tuo; Gesù mio, dammi l'amor tuo; ed alla santa Vergine: Mamma


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mia, fammi amare Gesù Cristo; Mamma mia, fammi amare Gesù Cristo.

Non lasciate la solita orazione per la causa.1 Abbiamo inteso che i contrari stanno tramando un gran colpo per buttarci a terra. Ma ci è Dio.

Contro questo nuovo vescovo i nemici hanno detto tante cose, ma io non le credo; e spero che, se Dio lo vuole, avrà da fare un governo più dolce degli altri vescovi di Sant'Agata, e ben tengo apparecchiato io quello che gli ho da dire.

Di V. R.

Devmo servidore

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme ad un antica copia.




1 Per la lite che si stava facendo in Napoli.




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