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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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812. Viva Gesù, Maria e Giuseppe! ALLA MADRE ISABELLA MARIA AFFAITATI, NEL MONASTERO DI S. LEONARDO, A MONOPOLI.

Si scusa con lei di non poterle egli prestare servigi, né accordarle Padri della Congregazione per dirigerla.

NOCERA, 14 SETTEMBRE 1775.

Molto Revda Madre Pna colma,

Ho ricevuto la vostra lettera e me l'ho fatta leggere, mentre io non posso più scrivere e poco posso più leggere.

Mi sono ritirato qui in Nocera con più infermità che mi minacciano la morte, e per questo il Papa mi ha concessa la rinunzia, perché sono quasi un cadavere.

Il P. Pavone sta lontano, ma io sto più lontano del P. Pavone. Non ha dubbio che il direttore deve star vicino; ma i Padri nostri, essendo missionarî, non possono assistere alle penitenti.

Se mai il P. Pavone dovesse venire alle parti vostre, dirò che venga a trovarvi.

Del resto, sappiate che, circa il mandare i Padri, io non me ne intrigo. Potrete scrivere al P. D. Andrea Villani, mio vicario, che dispone di queste cose. Io solo posso servirvi in qualche consiglio di cosa molto importante, e purché la lettera sia breve di pochi versi; altrimenti sappia V. R. che io non servo più a niente, per tante infermità che mi opprimono.

Pertanto vi prego raccomandarmi a Gesù Cristo per la morte che mi sta vicina, ed io non lascierò di raccomandarvi al Signore, acciocché vi faccia santa e tutta sua.

Di V. R.

Umo servo

ALFONSO MARIA DE' LIGUORI, vescovo.

Conforme ad una copia.




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