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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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830. AL P. D. FRANCESCO ANTONIO DE PAOLA, SUPERIORE DELLA NUOVA CASA DI FROSINONE.

Fino a qual punto il Santo dovesse temere il governo reale, e come si consola di una fondazione nello Stato Pontificio.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

NOCERA, 18 SETTEMBRE 1776.

Rispondo all'ultima vostra, in cui mi mandate tre fogli di carta firmati da me per la filiazione.

Abbiamo considerato che queste filiazioni si usano solamente da' monaci, ma non dalla Congregazione de' preti.

Mandatemi i nomi di cotesti Signori che desiderano partecipare delle nostre opere; perché li farò raccomandare a Gesù Cristo con modo speciale dalla Comunità; ma queste patenti, se andassero alla notizia de' ministri di Napoli, potrebbero farci danno, attesi li guai che stiamo passando; per li quali non vi scordate ogni giorno di fare orazione particolare, acciocché li superiamo.

Mi rallegro poi che seguita la benevolenza di cotesti Signori di Frosinone1, ch'io raccomando con modo speciale a Gesù

 


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Cristo nella messa; parlo di coloro che con modo speciale ci favoriscono e soccorrono.

Ho scritto poi la lettera al Cardinale Castelli, acciocché si adoprasse a farci ottenere la conferma Pontificia per li 200 scudi, assegnatici da Monsignore di Veroli.

Avvisatemi se avete richieste di missioni, e scrivetemi spesso.

Benedico V. R. e tutti.

Di V. R. Fratello ALFONSO MARIA.

[P. S.] Al primo del prossimo ottobre, applicate per cotesta casa di Frosinone per ora due messe, cioè [quella del P. ] Volpicelli e [quella del P. ] Briscione, che sabato prende la messa.

Conforme ad un antica copia.




1 Quanta fosse la benevolenza dei cittadini de Frosinone (capo luogo della provincia o delegazione di questo nome nello Stato Pontificio) verso i nostri, si rileva dalla lettera, in cui i Capi del comune annunziano a S. Alfonso la donazione, fatta alla Congregazione, della chiesa e locali annessi da servire alla fondazione, richiedendone all'uopo la necessaria di lui accettazione. La lettera è del seguente tenore:

"Illmo e Rmo Sig. Sig. e Pne colmo.

Avendo questo pubblico Consiglio, a richiesta del popolo, ceduto ai Padri della Congregazione del SSmo Redentore, figli ben degni di V. S. Illma, la chiesa, con annesso romitorio, della B. Vergine delle Grazie, per la rinunzia dei PP. Agostiniani scalzi (che l'avevan impetrata, quattro anni fa, per la costruzione d'un ospizio) pervenutaci sul fine della santa missione di detti suoi Padri, seguíta qui con frutto strepitoso e grande, esige il dover nostro non solo di avanzarne la notizia, ma di assicurarla insieme di tutta la nostra parzialità, affinché riesca stabile una tale risoluzione, che riguarda più che ogni altro lo spirituale profitto di queste anime. Si degni intanto V. S. Illma di gradire, colla nostra particolar divozione, l'attaccamento generalissimo del popolo a detti suoi degnissimi figli; l'onori della sua approvazione, pregandola a destinar fra noi specialmente li Padri de Paola e Costanzo; giacché, assai accettevoli, potrebbero con più facilità e prestezza, per l'affezione particolare d'ogni ceto della città, ritrarre qualunque pronto sussidio di cementi ed altro, onde costruire una buona casa, unica nostra premura per un vero stabilimento. Ci onori poi di molti suoi graziosi comandamenti, e ci ottenga dal Signore le sue benedizioni; mentre pieni di venerazione e stima, riverentemente ci rassegniamo

Di V. S. Illma e Rma

Frosinone, 22 giugno 1776. Umi, devmi ed obblmi servitori Li Conservatori.






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