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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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833. AL P. D. PIETRO PAOLO BLASUCCI, NELLA CASA DI FROSINONE.

Grand'impegno del Santo per le due case dello Stato Pontificio, e sua grande fiducia nel Blasucci.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

NOCERA, 24 OTTOBRE 1776.

Stamattina ho ricevuta la vostra con molta mia consolazione; perché la stava aspettando con gran desiderio.

signore, il Breve del Papa altro non importa (come già scrissi a cotesti miei Fratelli che ne faceano tanta festa) che l'approvazione dell'assegnamento a' nostri Padri per quel tempo in cui staremo costà.

Del resto, io molto ne ringrazio Dio; perché il Papa non volea concederla; ma poi l'ha concessa per la buona idea concepita di noi.

Questo Breve almeno è un principio che può farci sperare di vedere, col tempo, approvata dal Papa formalmente cotesta casa di Frosinone a nostro beneficio. Lasciamo fare a Dio.

Io mi figuro di vedere la nostra Congregazione come una barchetta in mezzo al mare, contrastata da più venti; e sto aspettando che Dio ci faccia conoscere dove la vuol condurre e stabilire. Che se poi la volesse vedere affondata, da ora e sempre dirò che sempre sia benedetta la sua volontà !

Io non però sto molto contento in vedere già arrivata costà V. R., in mano di cui stanno coteste due case [di Scifelli e di Frosinone]; altrimenti se non ci fosse V. R., starei molto più diffidato.

Godo che V. R. vuol andare a trovare l'abate Eugenio per informarsi. E la prego di parlare ancora coll'avvocato Buon


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piani, il quale ci ama e sta inteso delle cose di Roma, e facilmente avrà l'occasione di parlare con altre persone intese che possono consigliare; perché bisogna attendere per ora e vedere qual sia il migliore indirizzo per conseguire l'intento.

Per la fabbrica, ho ricevuto il disegno di Fr. Stefano ed ammiro la sua abilità. Io lo farò vedere al nostro Cimafonte, ma penso che poco avrà che aggiustarvi, perché poco è il luogo che abbiamo; del resto, lo manderò all'ingegnere e tornerò la sua risposta.

Ma frattanto V. R. faccia seguitare la fabbrica cominciata, come ha pensato. E il mio beneplacito così in ciò, come in tutte le altre cose di costà, già lo sa; mentre mi rimetto in tutto, torno a dire in tutto, a quello che meglio le pare.

Il canonico de Roberto [di Sant'Agata de' Goti] non mi ha mandato più danaro, come aspettava; onde sono stato a scrivergli una lettera un poco applettante, la quale spero che faccia frutto. Quando avete bisogno, scrivetemi e spiegatemi quanto volete, ed il modo in cui ve l'ho da mandare; e tutto passerà in segreto fra me e voi.

Secondo mi scrissero cotesti Fratelli, il vescovo di Veroli facilmente ora si troverà costà. Riveritelo assai da parte mia e ditegli che io non gli scrivo, per non dargli incomodo.

Quando poi avrete tempo, avrei a caro che andaste a vedere la casa di S. Cecilia [Scifelli] e tutte le altre cose di quella casa, e me ne deste qualche notizia.

E torno a dire: V. R. disponga di tutto, anche in S. Cecilia, come meglio le pare. Ma la prego di scrivermi di quando in quando, per mia consolazione.

Ieri partì il P. [D. Diodato] Criscuoli col P. [D. Francesco] Amato per S. Cecilia. E partirono ancora da qui i Padri per le missioni di Caserta e Maddaloni, e tra giorni partiranno altri Padri per la missione di Aversa.

Onde qui sono rimasto in solitudine; partì ancora da qui Fr. Pasquale per andare a Girgenti; ma difficilmente avrà cominciato il viaggio, perché mena uno scirocco fracido.


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Finisco, e resto qui continuamente pregando per V. R., che [il Signore] le dia in coteste parti pazienza e luce per ben condurre l'opera di Dio, se la vuole.

I principi già vedo che son deboli; ma Dio, quando vuole, da principi debolissimi fa sorgere opere grandi, e questa confidenza io ho in Maria Vergine per coteste case, le quali, per ora, hanno si poco fondamento; ma l'amore che ci porta il vescovo [di Veroli, Mgr Jacobini] mi grande speranza, perché il Signore, in queste opere, si avvale de' suoi ministri.

Avvisatemi poi, se bisognasse ch'io scrivessi qualche lettera al vescovo, perché subito la manderò; ma scrivetemi in particolare quello che gli ho da scrivere.

Benedico tutti cotesti miei Fratelli e V. R. in particolare.

Di V. Riv.

Fratello ALFONSO MARIA.

[P. S.] Il P. Maione mi scrisse che lunedì veniva a trovarmi; ma poi, dopo tanti giorni, non è comparso. Forse starà in tempesta, per qualche nuovo accidente circa la causa. La barchetta passerà qualche nuova burrasca. Faccia Dio!

Ho pensato meglio di non scrivere all'ingegnere; perché seguitandosi già la fabbrica delle 16 stanze secondo il disegno, l'ingegnere non vi ha che aggiungere, né da levare. Onde ho pensato che gli scriverò appresso, quando si darà mano alla fabbrica, o sia quarto grande.

Avvisatemi se volete che vi rimandi il disegno fatto da Fr. Stefano.

Vorrei sapere come va quel pezzo di terreno che volea dare il prete Ciceroni che mi scrisse.1 Come va che ora, come scrive V. R., è impossibile di averlo? Ma io spero che poi si rimetta, perché esso già l'avea promesso.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 




1 Il canonico Ciceroni di Frosinone, a cui il Santo fece una lunga risposta che si leggerà nella Corrispondenza speciale.






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