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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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847. AL MEDESIMO

Gli comunica buone notizie intorno alle cose della Congregazione, e gli parla di alcuni interessi della casa di Scifelli.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

NOCERA, 28 GENNAIO 1777.

Ho ricevuto stamattina l'altra vostra dei 20 di gennaio insieme colla copia della supplica, secondo la quale già vedo che la Bolla è quasi già formata.

Aspetto poi la copia della Bolla colla nota delle spese, e subito manderò quanto bisogna.

Non ho potuto ancora esigere il resto della pensione; ma non dubitate, ché ben troverò il modo di mandar tutto che bisogna.

Frattanto, io non fo altro che ringraziare Gesù e Maria di tante grazie che mi fanno in questi miei ultimi giorni.

Io sono stato con quattro giorni di febbre per un catarro di petto, ma ora sto meglio e senza febbre.

Da Napoli, per la causa con Sarnelli, abbiamo ancora buone nuove; perché la causa è stata di nuovo rimessa [dalla Giunta degli abusi] alla Camera reale, secondo la nuova supplica da noi data1; onde le cose hanno mutata faccia. Sempre siano benedetti Gesù e Maria !


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Quando viene il P. Blasucci, ditegli che già ho ordinato al P. Caione che si restituiscano li 100 ducati dati da quella donna, e già io ho cominciato a soddisfare; e bisogna notare che non vi è più il peso delle messe a S. Lucia.

Mi scrive D. Francesco Massoni che già ha trovato quei due luoghi de' monti di 300 ducati incirca che si devono restituire al Signor Bisleti, per riguardo del peso che vi sta sopra la macchia della selvetta di S. Cecilia [Scifelli]; e spero certamente ad ottobre, quando esigerò la pensione, di soddisfar questi 300 ducati.

In quanto poi a' territori di Araldi [Arnauld], di nuovo vi prego ad informarmi bene quanto rendono. Siccome prima mi fu detto da' vostri Padri, rendevano annui ducati 22; ma poi mi scrisse il P. Blasucci che era maggiore la somma, nell'annuo censo, che dee pagarsi di quella che si esige, e scrisse di più che i territori non si possono mai avanzare. Qui però mi dicono il P. Cimino e il P. Villani che il negozio sempre sarebbe utile, ed io ho tutta l'inclinazione a far questo contratto.

Prego ora V. R. ad informarvi bene di tutte le circostanze, affinché, venendo il tempo, mi possa regolare.

Non fate conoscere poi che questo contratto sia impegno mio o di alcuno de' nostri.

Del resto, ditemi anche il vostro parere; perché sempre ch'è utile, bisognerà che mi consigliate come si potrà fare, senza far pigliare collera al P. Blasucci, il quale si è dichiarato di contrario parere a questo contratto. All'incontro, Campanaro si è dichiarato a scontare il debito di tutto il contratto a 50 ducati l'anno; il che mi pare una cosa di gran vantaggio. Basta; informatevi e poi informatemi di tutto, e non fate vedere a Blasucci che voi ci avete impegno.

Circa la casa di Girgenti, intesi che li Consultori di Palermo avevano fatta una rappresentanza a beneficio di Campofranco; ma perciò ne scrissi all'arcivescovo di Palermo, ed egli mi risposta non esser vera questa rappresentanza.

Avrei a caro che il P. Blasucci s'informasse di ciò con appuratezza.


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Il P. Maione, da tanti mesi, sta aspettando in Napoli il Cardinal Branciforte, con una lettera mia per parlargli di Girgenti; ma il Cardinale non si è veduto ancora in Napoli, e forse sarà, come dice l'Arcivescovo, che difficilmente verrà a Girgenti.

Non altro. La benedico e resto

Di V. R.

Fratello ALFONSO MARIA.

Conforme ad un'antica copia.




1 A questa supplica si ebbe veramente favorevole rescritto il 7 marzo seguente.




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