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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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848. AL MEDESIMO.

Si rallegra di alcune grazie ottenute, e tratta ancora di affari riguardanti la suddetta casa.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

NOCERA, 3 FEBBRAIO 1777.

Gloria Patri per la Bolla uscita!

In quanto ai 150 ducati, io consegnai al P. Blasucci 100 ducati di quella penitente del P. Caione, che si erano da noi presi, col peso di cento messe alla casa di S. Cecilia [Scifelli].

Questi 100 ducati io col P. Blasucci stimammo bene doversi restituire, per non essere incolpati di avere estratto danaro dal Regno1; e come sento, questi 100 ducati li ha ricevuti il P. Criscuoli.2 Onde fateveli dare dal P. Criscuoli; mentre io mi ho accollato il debito de' cento ducati, come ho scritto al P. Caione, e già ne ho pagato una parte.

Per gli altri cinquanta ducati poi, mando la fede qui inclusa.

Credeva che la spesa fosse meno di 150 ducati; ma pensiamo che ha dovuta essere tanta, anche per ragione della conferma de' privilegi. Del resto, ringraziamo sempre il Signore di tutte le grazie che ci ha fatte e ci fa.


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Mando ancora, per lo stesso corriero di Benevento, le 9 canne di tela all'avvocato Buonpiani colla lettera inclusa, insieme con tre tomi dell'opera mia delle eresie, ringraziandolo.

Il P. Blasucci non inclina a far la compra del censo di Araldi [Arnauld]; ma io gli ho scritto che in questa compra non vi è estrazione di danaro dal Regno, almeno non apparisce; poiché altro non apparisce se non che noi ci accolliamo il censo, che pagava Araldi a Campanaro.

Come sento poi, dalla Bolla viene approvata la sola casa di Frosinone: onde io penserei, per vostra sicurezza, che il contratto di Araldi a Campanaro si facesse dalla casa di Frosinone, per evitare il timore che un nuovo vescovo ci togliesse da S. Cecilia, e con ciò perdessimo gli acquisti.

Il P. Blasucci mi disse che la casa di Scifelli poteva tenersi da noi come ospizio di quella di Frosinone; ma questo non lo possiamo far noi: vi ha da essere l'autorità almeno del vescovo presente. Or basta: questo punto meglio si assoderà appresso.

In tanto vi benedico e resto

Di V. R.

Fratello ALFONSO.

[P. S.] Vi prego a scrivermi tutte le difficoltà che occorrono, e scrivermi non tanto di rado.

Vi invio alcune figure e libretti in uno involtino, che sono del Sacramento. Questi mi sono venuti da Liegi,1 e ne ho fatto parte ancora a cotesta casa di Frosinone.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 




1 Anche ciò si ascriveva a colpa e si prendeva a pretesto di persecuzione dal regio governo. Vedi lett. DCCXXV, pag. 246.



2 Il P. Criscuoli era allora Superiore della casa di Scifelli.

1 Propriamente dal canonico Enrico Hennequin che, il 20 febbraio 1776, scrisse così al Santo: "Ho giudicato, per maggior gloria di Dio, di far ristampare qui le Visite [al SS. Sacramento] coll'aggiunta delle Aspirazioni, Preparazione per la confessione, ecc. e già sono usciti dal torchio due mila esemplari. Tutto questo mirabilmente servirà per l'Adorazione perpetua del SS. Sacramento, sparsa in tutta questa vastissima diocesi, in tutte le Fiandre e molte altre provincie ecc.".




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