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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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854. AL P. D. ANGELO MAIONE.

Si rallegra della buona piega che prendono le cose della Congregazione in Napoli.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

[NOCERA, VERSO IL 9 MARZO 1777.]

Benedictus Dominus Deus Israel, qui fecit mirabilia solus!

Ho ricevuto le due lettere che dimostrano il doppio miracolo1; giacché il marchese della Sambuca avea fatto il dispaccio colla ragione delle pendenze, le quali io non credo che sieno per la Romagna, perché ivi le cose vanno quiete. Più presto credo che sieno per la Sicilia e per Campofranco, con qualche rappresentanza che si ha procurato da alcun ministro di Palermo, cosa che oggi poco c'importa; ma se potete poi


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scavare se sia qualche pendenza per la Romagna, [fatelo] acciocché possiamo stare attenti.

Se Mgr Rossi ha spuntata la sua causa per il 12, verisimilmente procurerà qualche dispaccio affine di spuntarla anche per il 18; e frattanto Roberto non si vede.1

Volesse Dio che si facesse la consulta per il 22! Benché poi si trattasse che la causa nostra passasse alla Giunta, al certo sarà molto meno male, se passa dopo la consulta.

Del resto, state colle orecchie pesole; perché il Barone [Sarnelli] non mancherà d'inventare qualche altra gherminella.

Se mai costì si trovasse o venisse il P. [D. Isidoro] Leggio, ditegli che il P. Blasucci ha scritto che, dopo il 15, egli potrebbe venire sino a Frosinone col calesso, col quale esso Blasucci poi di se ne tornerebbe.

Ho applicate tre messe per la causa, ed una già l'ho detta.

Ringraziate, da parte mia, Celano e Vivenzio della fortezza con cui ci hanno difesi, acciocché non passassimo alla Giunta.

Vi benedico e resto

Fratello ALFONSO MARIA

Conforme all'originale che si trova presso il Cavaliere Giancarlo Rossi, in Roma.




1 Uno de' così detti miracoli fu il dispaccio, col quale il Re, a' 7 di marzo, ordinò che di nuovo i processi si rimettessero alla Camera reale, e che ivi si esaminasse la relazione dell'avvocato fiscale. Così svanì in gran parte il timore della soppressione dell'Istituto.

1 Mgr Rossi, siccome abbiamo osservato sopra, fu per molto tempo impedito dal prender possesso della sede di Sant'Agata, e durante quel tempo il canonico Roberto aveva il mandato di esigere la pensione, dovuta al Santo.






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