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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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880. AL P. D. FRANCESCO ANTONIO DE PAOLA, NELLA CASA DI FROSINONE.

Tratta di varie spese, dei mezzi per sopperirvi e dello stato della causa in Napoli.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

NOCERA, [NOVEMBRE 1777].

Oggi finalmente ho ricevuta una delle vostre, dopo molto tempo.

signore, già so che li 200 ducati non sono più di 160 scudi;

ma non ho avuto più danari da mandare.


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Per la fine di questo mese, mi sono stati promessi altri cento ducati; subito che gli avrò, ve li manderò.

Ho detto poi che si conservino cento ducati per la lite; ma in quanto a ciò, regolatevi voi per rimediare a quello ch'è più necessario.

Sento ora che ci vogliono 50 altri scudi per residuo della Bolla. Il P. Blasucci [diceva], mi pare, che questo residuo era di 35 scudi in circa; ora sento 50. Del resto, voi altri tenete li conti, e perciò in quanto a levare i debiti, regolatevi come meglio vi pare.

In quanto al P. Landi, è stato necessario soccorrerlo; perché i creditori eran gente che non poteva aspettare. E per Benevento, nel principio di questa fondazione, anche è stato necessario [di dar qualche soccorso].Quelli due soccorsi, tenete per certo che io gli ho data per pura forza.

In quanto ad Araldi, io non mi ricordo questa parola, né di aver data facoltà al P. Landi di far tutto; e circa le cose di Landi, io ne dubito. Onde prego V. R. di scrivere al P. Landi che io gli ho scritto che, circa l'affare di Araldi, voglio che di tutto ne sia intesa V. R. E perciò fatevi scrivere tutto quello che si fa, e specialmente circa le scritture.

Ma mi pare ch'io dissi già al P. Landi che tutto avesse comunicato a V. R.

In quanto alla causa di Napoli, non è vero che la causa sta male apparecchiata. Ringraziamo Dio dello stato in cui si trova; ma bisogna pigliar tempo per giusti fini.

Circa le cose di Napoli, non dubitate: perché io sto con cento occhi; all'incontro V. R. fa mille mali auguri. La Congregazione, la guida Dio; non la guidiamo noi.

Io non ho ricevuta niuna altra vostra, con mia maraviglia. Giacché dunque da costì le vostre lettere restano per la via, procurate, torno a dire, di scrivermi ogni settimana

Mi ricordo, avermi scritto V. R. circa il privilegio de' Passionisti. Per rispondervi, vi vorrebbe un foglio di carta. Quando viene il P. Grossi, parlerete assieme. Frattanto, non occorre


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tirare avanti il negozio colla Congregazione de' Vescovi e Regolari.

Io non ho ricevuta ancora la lettera del P. Costanzo; ma già saranno due mesi che io gli diedi licenza di venire, per cagione del disturbo della casa sua.

In somma, quando avrò più danari, ve li manderò. Per ora seguitate a stare in pace, e vedete, per li principi di dicembre, di appuntare quelle picciole missioni, che si hanno da fare alla diocesi di Aquino.

Aggiustate voi e il P. Landi quelli che hanno da uscire da Scifelli e da Frosinone, in modo che si possano poi sbrigare quelle missioni, andando di concerto; e specialmente fate uscire il P. [D. Gennaro] Orlando, il quale desidera di presto uscire.

Quando poi il P. Mascia avrà finito le sue missioni, se ne ritornerà in Napoli.

Avvisatemi poi se Monsignor di Veroli vuole qualche altra missione nella sua diocesi.

Non ho altro che dire. La benedico coi compagni e resto

Fratello ALFONSO MARIA.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma




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