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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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888. AL P. D. GASPARO CAIONE, RETTORE DELLA CASA DI BENEVENTO.

Dimostra in che debba più utilmente impiegarsi una certa somma, ricevuta per messe.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

NOCERA, 1 MARZO 1778.

Legga con attenzione.

Qui fra noi più volte si è discorso circa l'impiego delli 500 ducati, dati dal Cardinale col peso delle messe; e secondo il più sano discorso, si è veduta, come cosa certa, che l'impiego più utile è di applicare il danaro in aumentare la masseria di piedi di gelsi, di olivi, di salici e di pioppi; i quali non solo dànno buon frutto, ma ancora servono per argine contro le alluvioni, che son facili in cotesta masseria, per ragione delle grandi acque di cui abbonda la masseria in tempo d'inverno.


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All'incontro, ho inteso che il Cardinale avea detto che il danaro s'impiegasse in compre di stabili e di censi.

Ma bisogna con qualche calore rappresentare al Cardinale che, in Benevento, vi è molto danaro che non si trova ad impiegare né in compre di stabili, né di censi, i quali censi non sono mai troppo sicuri; quando all'incontro, impiegandosi il danaro nella masseria, la rendita è sicurissima e molto più utile di ogni compra.

Specialmente di ciò abbiamo parlato col nuovo sacerdote venuto al noviziato, D. Nicola Gallo, col quale desidero che V. R. ci parli a piede fermo, con mandarselo a chiamare Egli vi rappresenterà meglio di me (perché è più pratico di me) quanto riesca più fruttuoso l'impiego sopra la stessa masseria.

V. R., anche da parte mia, bisogna che distintamente metta tutto ciò davanti gli occhi del Cardinale, affinché egli si compiaccia che il danaro s'impieghi sulla masseria; giacché egli desidera il nostro bene.

Dopo scritta questa, il P. D. Andrea [Villani] mi ha fatta leggere la vostra, dove leggo la gran ripugnanza che ha V. R. ad impiegare il danaro sulla masseria, con queste parole: non bisogna affatto far piantagioni e migliorazioni.

V. R. dirà che ha scritte queste parole per aderire al sentimento del Sig. Cardinale; ma io molto dubito che il Cardinale avrà parlato degli stabili e de' censi, per aderire al sentimento di V. R.

Io non sono abile a viaggiare; ma se fossi abile, verrei subito a parlare al Sig. Cardinale, e son certo che il Cardinale aderirebbe al mio sentimento e di tutti i Nostri. E la ragione è chiara: perché, impiegandosi il danaro nella masseria, l'avanzo è il doppio di ogni compra che potrebbe farsi.

Di nuovo prego V. R. di parlare con D. Nicola Gallo ed anche col P. [D. Carmine I Picone, pratico di questa materia; e poi parlando V. R col Cardinale, per carità la prego a non impiegarsi a farlo fermare nel sentimento di non impiegare il danaro sulla masseria. E pertanto, dopo che V. R. avrà detto


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al Cardinale tutto quello che le ho scritto, la prego che mi avvisi quel che risponderà il Cardinale.

E frattanto la prego a non distrarre il danaro; perché se il Cardinale ripugna al mio sentimento, io gli voglio scrivere una lettera mia ragionata, con cui gli farò vedere che l'impiego sulla masseria è quasi di utile doppio di ogn'altra compra.

Di più gli manderò un Padre de' Nostri a parlar a piede fermo di questo fatto, e spero che il Cardinale non ripugnerà; ma finalmente, se con tutte queste diligenze il Cardinale seguitasse a volere la compra di censi o di stabili, allora cederò per ubbidire; ma con molta mia pena, vedendo il danno evidente di questa risoluzione.

Quel che mi dispiace si è che, per l'impiego sulla masseria, si piglia tempo a lungo; poi passerà il tempo di poter prendere le dette piante di olivi, gelsi, pioppi e viti; giacché ora è il tempo di fare tal piantagione.

Mi dispiace ancora che le case di Scifelli e Frosinone stanno in una necessità estrema; perché altrimenti il danaro della mia pensione che avrò ora da mandar loro, lo manderei a V. R., acciocché l'impiegasse a comprare le dette piante per la masseria, vedendo l'avanzo grande che possono apportare.

Non ho più che dire.

Se poi tutto ciò che ho scritto non fa specie al Cardinale né a V. R., l'offerirò a Dio e mi avrò pazienza, vedendo disprezzato il mio sentimento contro ogni ragione; mentre sto certo che, se vi fossero cento persone a deliberar questo punto, tutte mi darebbero ragione.

Ma di nuovo la prego a non distrarre il danaro, prima che tutte le cose da me dette non sieno bene discusse.

La benedico e resto

Di V. R.

Fratello ALFONSO MARIA.

[P. S.] Se poi il Cardinale avesse timore che, facendosi l'impiego sulla masseria, non si soddisfacciano le messe, vi dico che io mi obbligo ed obbligo tutta la Congregazione a farle


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soddisfare. Ma io non posso mai credere che il Cardinale, il quale ama il nostro bene, voglia oppugnarsi ad una cosa così evidentemente utile, ed utile più del doppio. Solamente qualche abbaglio, preso per detto di altri, potrebbe farlo oppugnare.

Almeno se non si potesse far tutto, essendovi poco tempo, almeno poteste mettere quelle piante che ora si possono mettere; perché, passato marzo, non si possono mettere più.

Finisco, perché la testa non più mi regge; ma non posso lasciar di soggiungere che io intanto non feci la premura, che fo per ora, per quest'impiego sulla masseria, perché credeva che così il Sig. Cardinale, come V. R., non vi avessero ombra di difficoltà.

Prego poi V. R. a mandarmi risposta, per corriere apposta, a tutto ciò che ho scritto, dopo che ne avrete parlato con Picone e con Gallo, e sopra tutto che ne avrete parlato col Cardinale a piede fermo e, se bisogna, più volte.

Questa di Benevento è la miglior fondazione che abbiamo, anzi è l'unica che ci pane; e questa masseria è l'unico stabile che, aumentato colle piante nominate, può riuscire per noi una fondazione sufficiente a mantener tutta la Congregazione, se Dio volesse privarci delle altre case.

E per dar compimento all'affare e non perdere più tempo a scrivere e rescrivere, ho pensato di mandare corriere apposta. E se stima V. R. far trattenere una giornata il corriere per mandarmi almeno qualche risposta, lo faccia trattenere; mentre quest'affare per più giorni mi ha tenuto colla capa [col capo] sottosopra.

Per ultimo, se il Cardinale non volesse secondare il mio sentimento, almeno pregatelo, da parte mia, a darmi la licenza di prendere 100 ducati a censo per impiegarli nella masseria, secondo ho parlato; e in quanto ai censi di questi 100 ducati, mi obbligo io a pagarli, per levare tutte le difficoltà.

Di nuovo la benedico.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma




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