Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

IntraText CT - Lettura del testo
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

- 481 -


894. A FRANCESCO MARIA AROUET DE VOLTAIRE, IN PARIGI.1  

Grande consolazione del Santo per la creduta di lui conversione, e mezzo di più efficace riparazione che gli suggerisce.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

[NOCERA, PRINCIPIO DI MAGGIO 1778.]

Qui hanc tibi mitto epistolam,2 episcopus sum, cui multis pene,consumpto infirmitatibus, Summus Pontifex suae dioecesis S. Agathae Gothorum curam abdicare benigne indulsit.

 


- 482 -


In his mea- grandaevae aetatis octoginta jam trium annorum extremis diebus, tam maxime gratum fuit, ubi tuam illam eximiam, et omnibus bonis catholicis acceptam commutationem accepi, ut me continere nequeam, quin tibi hanc meam, qualiscunque illa sit, conscriberem, tecumque ex animo gratularer.

Angebar equidem et flebam, eo quod ingenio vere magno a Deo accepto, sic te male usum tot annis viderem, et saepe numero, licet miserrimus omnium, ad Deum meas fudi preces, ut te Pater misericordiarum ad suum amorem, erroribus quibus detinebaris relictis, totum traheret.

Quod maxime optabam, evenit. Hoc (dicam ut sentio) magis magisque bono Ecclesiae- fuit, quam non fuissent centum Evangelii operariorum societatum indefessi labores.

Ut undique tamen omnibusque modis absoluta sit isthaec communis omnium laetitia, et omnis tuae mutationis ambiguitas prorsus abigatur, optarem ut, aliquo scripto, erroribus sophismatibusque satisfaceres, imo tela retunderes recentis cujusdam scriptoris, qui Fidei dogmata inficiari minime dubitavit, magno tot miserorum juvenum salutis detrimento, qui, libertatis amore, animam Deumque audacter neglexerunt.

Scio, te visu laborare; sed qualiscumque scriptura, a te dictata, satis esset toti orbi, et illis praecipue, qui hoc de te, ac si fictum foret, in dubium vocare conantur.

Enixe interim precabor Deum, ut vires tibi suppetat, si non scribendi, dictandi saltem aliquid contra hujusce aetatis incredulos. Vale.

Tannoia nella Vita del santo, lib. IV, cap. II.




1 Così presto fu smentita la nuova consolantissima di questa conversione che non vi fu tempo di spedire la lettera presente, la quale resterà degno monumento del grande amore e zelo, onde il Santo ardeva per lo bene della Chiesa e dei peccatori anche più perduti, quale fu l'infelicissimo Voltaire, che ribelle a tutte le grazie morì, come visse, di quella morte ignominiosa che tutti sanno, il dì 30 di questo mese di maggio 1778.



2 Ecco la stessa lettera, voltata in italiano:

Chi v'indirizza questa lettera, è un vescovo che, per essere consumato da molte infermità, dal Sommo Pontefice è stato benignamente sgravato dalle cure del vescovado di S. Agata de' Goti. In questi ultimi giorni della mia decrepita età di 83 anni, riuscita mi è al sommo grata la notizia della vostra insigne conversione, tanto ben ricevuta da tutti buoni cattolici; ed io non ho potuto contenermi dallo scrivervi questa mia, qualunque ella siasi, per congratularmi con voi di tutto cuore. Vi dico il vero: mi affliggea e spargeva delle lagrime nel vedere che, avendo voi sortito da Dio un ingegno veramente grande, per tanti anni ne avevate fatto un uso così cattivo; e spesso spesso, benche di tutti il più miserabile, feci al Signore delle preghiere, acciocché, qual Padre delle misericordie, facendovi rinunziare agli errori, tirato vi avesse al suo amore. Ciò che ardentissimamente desiderava, è avvenuto. La dirò come la sento. Cotesto vostro cambiamento è stato più vantaggioso alla Chiesa, che non sarebbero state le indefesse fatiche di cento società di operai evangelici.

Ma acciocché piena sia e compiuta questa comune gioia, e non resti alcun dubbio sulla vostra conversione, desidererei che, con qualche opera, deste compenso agli errori e sofismi che appaiono in tanti parti del vostro ingegno; e grato mi sarebbe, se imprendeste a spuntare i dardi di un moderno scrittore, che non ha mancato di impugnare e di combattere i dogmi di nostra Fede, con tanto detrimento della misera gioventù, la quale, per amore della libertà, audacemente ha disprezzato e l'anima e Dio. So che voi patite negli occhi; ma qualunque scrittura, da voi dettata, bastante sarebbe ad assicurare del vostro cambiamento tutto il mondo, e quelli specialmente che questo si sforzano di mettere in dubbio. Pregherò intanto caldamente il Signore a darvi forza, se non di scrivere, di dettare almeno qualche cosa contro gl'increduli di questo tempo. Iddio vi conservi.






Precedente - Successivo

Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) © 1996-2006 Èulogos