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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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897. A SUOR MARIA CELESTINA DEL DIVINO AMORE.1  

Vantaggi delle umiliazioni e necessità del sacrifizio di ogni affetto, anche onesto, per crescere nell'amore di Gesù.

Viva Gesù e Maria!

PAGANI, 24 MAGGIO 1778.

Ho ricevuta la sua lettera, ed ho ammirata la condotta di Dio con V. R.2

Ho sempre veduto che V. R., quanto più sarà umiliata, tanto più si stringerà col cuore di Gesù Cristo, che non amacomunica i suoi più particolari doni, se non a coloro che sono umili di cuore, e che con rassegnazione abbracciano le umiliazioni.

Non cessate in Sant'Agata di pregare per me, né io mancherò di pregare per voi.

L'assicuro che l'ho sempre stimata e lodata; ma, per non inquietarmi, ho lasciato fare agli altri, lasciando che Dio governasse la barca alla maggiore gloria sua.

 


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La benedico con tutto il cuore, e mi rassegno

Di V. R. Umo servo

ALFONSO MARIA, vescovo.

[P. S.] Soggiungo: io vedo che Dio vi chiama ad esser santa; ma questa cosa di tant'affetto che nudrite verso di me, e di tanta inquiete che io sto malato, non va bene.

Ogni affetto che si porta alla creatura, quando è soverchio, benché onesto, impedisce l'amore a Gesù Cristo.

Onde bisogna staccarvi d'ogni affetto; altrimenti non sarete mai tutta di Dio. E perciò, se volete essere tutta di Dio, bisogna che non ci pensate se io sto buono, o infermo. Basta che vi stia buono Gesù Cristo, che si merita tutto l'amore. E con ciò vi dico che bisogna staccarvi dall'affetto de' parenti, d'ogni altro Padre spirituale e di tutte le creature. Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

La lettera è conforme all'originale che si conserva nella cappella del noviziato della nostra provincia della Germania Inferiore; ed il poscritto, ad una copia.




1 Questa Suora fu una delle quattro fondatrici che vennero da Scala, per dar principio al monastero del SSmo Redentore nella città di Sant'Agata. Ella, nel Processo di Beatificazione del Santo, così depose:

"Sin dai primi anni dell'uso della ragione, cominciai a sentire nel monastero di Scala, dove io stava, parlare da quelle Religiose del Venerabile Servo di Dio. In seguito, nell'età mia di perfetta cognizione, ebbi occasioni frequenti di vedere, trattare ed ammirare le virtù e zelo del Servo di Dio, in tutte le volte che il medesimo si portò in detta città di Scala, facendo delle novene con sue prediche nella chiesa di quel nostro monastero, ed una volta avendoci dato i santi esercizî. Con modo speciale lo trattai intorno alla mia vocazione allo stato religioso, che fu in me dubbia per qualche tempo, ed a cui finalmente m'intesi fissata dalla divina grazia, per particolar cura e zelo dello stesso Servo di Dio. Venuta poi colle altre Religiose fondatrici in questo monastero di Sant'Agata, frequenti furono le occasioni di trattar lo stesso Servo di Dio...."



2 Probabilmente il Santo parla così perché, la Suora essendo la sola superstite delle quattro fondatrici, sembrava che essa dovesse succedere alla Madre Raffaella nella carica di Superiora.




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