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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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CMXV. AL P. D. ANGELO MAIONE, IN NAPOLI.

Gioia del Santo per un favorevole dispaccio del Re, con cui viene

assicurata l'esistenza della Congregazione in alcune case.1

[NOCERA, 23 AGOSTO 1779.]

Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto! Il P. Cimino mi ha letto posatamente il dispaccio, per cui dirò tre messe di ringraziamento.


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Ringraziamone dunque di cuore Gesù Cristo e Maria Vergine, a cui ho raccomandato l'affare in modo speciale.

Ringrazio il Sig. de Marco, il Cappellano Maggiore ed anche V. R., che con tanta attenzione ha atteso al disbrigo di questo affare di tanto vantaggio, ed anche l'uffiziale Vecchietti che molto ci ha aiutati.

Io mi sento più male di salute; ma vi assicuro che muoio troppo contento, se Gesù Cristo e la Madonna mi fanno vedere la quiete nella nostra Comunità......

Tannoia, Vita del Santo, lib. IV. cap. 12.




1 Gli avversari, tra le altre accuse, si erano adoperati a dimostrare siccome i Nostri, contro il divieto del re Carlo, formavano nelle case comunità rette da leggi e statuti, con dipendenza da' Superiori generali e locali, a guisa degli Ordini strettamente religiosi. L'accusa, mossa in circostanze tanto ostili a quanto sapeva d'Istituti religiosi, sembrò per qualche tempo attecchisse, e fosse veramente la favilla che doveva fruttare la rovina estrema della Congregazione; ma Iddio sventò le male arti, e il marchese Carlo de Marco, contra ogni aspettazione, il 21 agosto, in nome del Re, spedì al santo Fondatore questo favorevole dispaccio:

Illmo Signore,

Avendo proposto al Re le rimostranze di V. S. Illma e Rma contro le pretensioni di taluni, tendenti alla distruzione della Congregazione de' missionarî sotto la di lei direzione, S. M. mi ha comandato rescriverle, che avendo il Re Cattolico, suo augusto padre, permesso che i missionarî, de' quali V. S. Illma è capo, facciano le missioni, e sussistano nelle quattro case che hanno nella terra de' Ciorani, in Nocera, Caposele ed Iliceto; e perché questa degna Opera avesse sempre a durare, ne prescrisse i mezzi e le condizioni in un piano generale, approva la M. S, che vi sia, nelle mentovate quattro case, chi agli altri presieda per l'interiore regolamento delle medesime, e vi si distribuiscano altresì gli ufficî necessari a quelle Adunanze. E poiché lo spirito della real determinazione del Re Cattolico si è, che questa lodevole Opera non si dismetta, approva eziandio S. M. che vi si ricevano i giovani per essere istruiti negli studi necessari, acciò ne adempiano i doveri e suppliscano le mancanze di coloro, i quali o perché carichi di anni e per mali si rendono inabili, o perché a tal ministero non idonei, ne sono rigettati, ovvero perché per propria loro volontà l'abbandonano. Vuole però la M. S. che tutte le condizioni, nel suddetto piano generale prescritte, sieno esattamente osservate; e in quanto all'ordinazione de' giovani, che da vari luoghi del Regno si ammettono, non resti punto violata la sovrana legge, dalla Maestà Sua stabilita sulla proporzione tra il clero e 'l popolo. Quale real risoluzione, di real ordine, comunico a V. S. Illma per sua intelligenza e governo.- Napoli 21 agosto 1779.

CARLO DE MARCO.






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