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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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921. A P. D. STEFANO LIGUORI, SUPERIORE DELLA CASA DI CIORANI.

Dà ordine contrario per la suddetta demolizione, ed insiste nuovamente e con più forza sull'obbedienza.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

NOCERA, 4 NOVEMBRE 1779.

Prego V. R. di partecipare questi miei sentimenti a tutta cotesta Comunità; perché lo stimo molto necessario, ed io non voglio morire collo scrupolo di non aver fatto quanto poteva per il buon regolamento.

Per l'affare della cupola, ho voluto io proprio sentire più volte ed esaminare le ragioni apportate dal Sig. Andrea; e dopo averle conosciute chiare, più utili e meno dispendiose alla casa, ho risoluto che non si deve diroccare la cupola.

Queste medesime ragioni, le ho fatte esaminare dal P. Mazzini, P. Villani, P. Cimino e dagli altri Consultori, ed hanno creduto lo stesso.

Credeva, dopo tante discussioni ed esami, trovar docilità nell'essere ubbidito; ma pure, sotto vari pretesti, si pensava di fare diversamente.

Io però son determinato in ogni conto di farmi ubbidire; perché così comanda Dio, il Re Cattolico ed il nostro Sovrano, che mi hanno costituito direttore e capo delle quattro case del Regno.

Per il passato, ho ricevuti vari disgusti per mancanza d'ubbidienza. Spero non riceverne simili per l'avvenire; ma in ogni caso, son risoluto di pigliare i mezzi propri ed efficaci per riparare nelle occasioni: perché voglio morire quieto, e non voglio lasciare alla Congregazione un esempio d'inosservanza.

Frattanto prego Gesù Cristo di concedere a tutti lo spirito di ubbidienza, e prego tutti a raccomandarmi al Signore Iddio.

Intanto V. R. mi avvisi se si preparano le pietre, conforme io dissi.


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Ho scritto pure a' Padri che sono in [missione a] Cassano su di questo punto.

Benedico V. R. e tutti.

Di V. R.

Fratello ALFONSO MARIA, Rettor Maggiore. [P. S.] Mercoledì al giorno, dimandando di V. R. e del P. Ministro, mi dissero che vi eravate partiti per Ciorani. Mi dispiacque molto di sentire la vostra partenza senza la mia benedizione, con tutto il mal tempo: come in fatti, fra poco venne a piovere.

Prego V. R. di far sapere a tutti i Fratelli, presenti ed assenti, di cotesta casa ch'io, da molto tempo, ordinai universalmente a tutti delle nostre case di non partirsi dalla casa di Nocera, senza prima cercarmi licenza; acciocché io sappia dove vanno i soggetti e possa loro comunicare ciò che bisogna.

Non altro. Circa la fabbrica di Ciorani, mi pare che sta tutto spiegato nella precedente lettera. Aspetto di sentire presto incominciata l'ubbidienza.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.




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