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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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933. AL MEDESIMO.

Rivoca il mandato di procura al P. Maione, e lo rinnova a favore del detto P. Corrado.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

[NOCERA, 13 MARZO 1780.]

Col tenore del presente mandato di procura per epistolam, si fa noto a tutti a' quali spetta, come io sottoscritto, Illmo e Rmo Monsignore vescovo D. Alfonso de' Liguori, Rettore Maggiore della Congregazione de' Padri missionarî del SSmo Redentore del regno di Napoli, mesi addietro, ché per la lunghezza del tempo non me ne ricordo il preciso, feci e formai mandato di procura per epistolam a pro del P. D. Angelo Maione dell'istessa Congregazione de' Padri missionarî, con costituire lo stesso mio speciale e generale procuratore alle cose, espresse in detto mandato di procura ed altro qualchesia di mia pendenza: siccome il tutto ravvisasi da detto mandato di procura, rogato per mano del magnifico notaro Giovanni de Novi della terra d'Angri; e come che, al presente, d'uopo più non mi fa la persona di detto Padre D. Angelo Maione ad invigilare ed


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assistere alle cause e pendenze o interesse o dritto qualsivoglia di detta Congregazione, non volendo in conto veruno che la detta Congregazione agisca per causa alcuna in qualsivoglia tribunale anche supremo, sì ecclesiastico che secolare, ma voglio che la detta Congregazione viva nella più quieta maniera di animo che si può.

Perciò colla presente rivoco, irrito ed annullo il suddetto da me nel predetto nome fatto mandato di procura a beneficio, come sopra, del suddetto P. D. Angelo Maione, in maniera tale, che voglio che quello da ora in avanti ed in futurum s'abbia e riputar si debba come se quello da me, nel nome suddetto, mai stato fosse e costituito abbia il riferito P. D. Angelo Maione in mio procuratore nel prefato nome; ma bensì, assicurato ed accertato essendo della dottrina ed affezione che ha verso di detta Congregazione il R. P. D. Bartolomeo Mattia Corrado dell'istessa Congregazione

Il quale benché assente, come se fosse presente, nel suddetto nome lo costituisco e fo mio e di detta Congregazione certo ed indubitato procuratore, colla particola ad votum, et ut alter ego, acciò possa e voglia in primo luogo far desistere detto P. D. Angelo Maione da procuratore sopra, e dar per nullo qualsivoglia atto, scrittura e supplica da esso lui, od a di lui istanza nel detto nome fatta e porretta a qualsivoglia giudice e magistrato, anco alla Maestà Sovrana (Dio guardi!), e secondariamente comparire, a mio nome e di detta Congregazione, in qualsivoglia tribunale anche supremo, sì ecclesiastico come secolare, ed avanti ancora al real sovrano Trono per tutto ciò che può occorrere a me nel nome suddetto costituente, ed alla Congregazione istessa.

E per l'effetto suddetto presentare ed umiliare qualsivogliano istanze, scritture e suppliche, e le presentate e presentande dalle parti avverse ripulsare, esaminare testimoni, e degli avversi vederne i giuramenti, e fare ed operare tutto e quanto mai io predetto costituente potrei nel nome suddetto fare ed operare, se fossi di persona alle cose suddette, promettendo in detto nome avere il tutto per rato e fermo, sotto l'obbligo di tutti e qualsivogliano beni di detta Congregazione.


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Nocera de' Pagani, li tredici marzo mille sette cento ottanta. (1780.)

Io Alfonso de' Liguori Rettore Maggiore costituisco, come sopra.

Io D. Domenico Tortora sono teste.

Io D. Diomede Tortora sono teste.

Ita est, et in mei presentia et in fidem ego notarius Hyacinthus Pepe de Nuceria requisitus signavi.

L. S.

Conforme ad una copia autentica.




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