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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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940. AL P. D. ISIDORO LEGGIO1, NELLA CASA DI FROSINONE.

Attaccamento del Santo alla Regola, e come pensasse comporre con essa il Regolamento, per mantenere salda l'unità della Congregazione.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

NOCERA, 12 APRILE 1780.

Ho ricevuta la vostra.

State forti nel tenere abbracciate le antiche Regole,

 


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fatte non da me, ma da quel santo Monsignore Falcoia,1 colle quali sinora si è conservata la Congregazione.

Il demonio vuole diruparla, ma vedo che Gesù Cristo ci aiuta.

Dite a' compagni che preghino sempre, che si conservi la Congregazione siccome è cominciata.

Si muteranno alcune cose, per non opporci ai diritti regali; ma in quanto al governo interno, io spero che si abbiano da osservar sempre le stesse massime.

Il demonio aveva imbrogliato le cose; ma la Madonna mi ha aiutato, ed ora si sta rimettendo il tutto a quel che era prima.

State allegramente! Tutte le regole del Papa, come sono i voti, non si possono stabilire; perché il Re non vuol voti; ma si farà il giuramento di ubbidienza, e questo basterà per mantenere le pratiche antiche in quanto al governo interno, dando però luogo ai diritti regali.

Io mi son veduto afflitto; ma ora sto allegro, vedendo che Gesù Cristo ci aiuta colla sua mano.

Raccomandatemi a Gesù Cristo tutti voi di costà, e con ciò benedico il Rettore e tutti.

Di V. R

Fratello ALFONSO MARIA,

Rettore Maggiore.

[P. S] Mandate il soggetto eletto dalla vostra Comunità, e l'altro soggetto di Scifelli; acciocché si concluda di comun consenso.

 


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Io voglio una Congregazione del SS. Redentore, non già due; né ostano alcune cose per ubbidire al Re: basta che si mantenga lo stesso governo interno della Congregazione.

Soggiungo: voglio che V. R. faccia sentire a cotesto Rettore che la detta elezione si faccia presto e sia canonica, evitando ogni atto irregolare, chiamando a tal effetto tutti i Padri della casa, con destinar loro prima la giornata di detta elezione.

Questo soggetto si dovrà eleggere per voti segreti; deve portare con sé l'atto dell'elezione legalizzato, e deve ancora essergli comunicata un'ampia facoltà.

Per i Padri assenti, lo stesso P. Rettore scriva a' medesimi, con avvertirli o che si costituiscano procuratore, o che rinuncino.

Prego V. R. a far sentire questi miei sentimenti anche al P. Landi per la casa di Scifelli, e non ne faccia meno; e di nuovo la benedico.

Conforme all'originale che si trova presso il P. Stefano Monniot, C. SS. R.




1 Il P. D. Isidoro Leggio, nato a S. Angelo a Fasanella, diocesi di Capaccio, il 14 dicembre 1737, fece la professione il 3 giugno 1756 nelle mani del P. Tannoia, già suo maestro nel noviziato. Dotato di talenti non ordinari, egli riuscì buon missionario e scrittore, come si può vedere dalle due sue opere: L'uomo di condotta, col lume della sana filosofia richiamato a' propri doveri; e Il sacerdote in solitudine, intento a' propri doveri. Si trovava nella casa di Frosinone quando, per la divisione della Congregazione cagionata dal malaugurato Regolamento, il P. Francesco Antonio de Paola venne dal Sommo Pontefice nominato Presidente per le case dello Stato Pontificio. Questi eleggeva il Leggio per suo Procuratore Generale. Quindi, per ragione del suo officio, si trovò più che altri addentro nelle trattative, da S. Alfonso e da'- Padri del Regno napolitano fatte presso la S. C. de' Vescovi e Regolari, per ottenere la riunione e rientrare così a parte di tutti i privilegi, dalla S. Sede concessi. Che il Leggio, anzi che giovare, avesse voluto piuttosto nuocere alla desideratissima riunione, fu ritenuto dai Padri del Regno e dallo stesso S. Alfonso. Comunque andasse la cosa, dobbiamo però confessare che, quando nel 1790 il re Ferdinando IV fece facoltà che, messo da parte il Regolamento, si potesse da' Padri liberamente osservare la Regola, e divenne così possibile la riunione, il Leggio fu uno dei più caldi promotori della medesima, e gli toccò anche l'onore di assistere, come Consultore, al Capitolo generale dal quale, riunita la Congregazione, uscì eletto Rettor Maggiore il P. D. Pietro Paolo Blasucci, nel 1793. Più tardi, nel 1798, fu nominato vescovo di Umbriatico, e dopo tre anni passò di questa vita.

1 Si è visto, fin dal principio di questa Corrispondenza, quale stima e quanta dipendenza professasse il Santo verso Mgr Falcoia. Non è quindi maraviglia che a costui ascrivesse ogni cosa, massime le Regole dell'Istituto, nelle quali ebbe una parte veramente grande.




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