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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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952. AL CARDINALE FRANCESCO MARIA BANDITI, ARCIVESCOVO DI BENEVENTO.

Lo supplica d'interporsi presso il Papa e trovar modo di riparare ai danni, derivati alla Congregazione nel Regno, ed impedirne la ruina estrema.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

[NOCERA, MESE DI LUGLIO? 1780.]

Padre mio e Signore, dopo mille pensieri che mi sono venuti in mente, finalmente ho pensato scrivere a V. Eminenza che, se vuol vedere rimessa in piedi la nostra Congregazione, bisogna che ella si metta tutte le carte in mano, ed operi da per sé siccome Iddio le ispirerà; altrimenti seguiteranno tra di noi contrasti, e non concluderemo mai cosa alcuna di buono.

Bisogna, replico, che si metta in mano tutte le carte, senza tener conto di niuna scrittura da noi fatta: non dell'Assemblea, non dell'elezione de' Consultori e Rettori; e se V. Eminenza vuol mutarmi dall'officio di Rettore Maggiore, faccia quel che meglio le pare avanti a Dio.

Io altro non desidero, che veder rimessa in piede la povera mia Congregazione; e questo è l'unico modo di rimetterla.

Non istia a sentir niuno; e scriva a Nostro Signore quello che meglio le pare, per poter risuscitare questo morto.

Io resto pregando la Vergine santissima che l'aiuti a superare tutti gl'intoppi.

Ho ordinato a tutti che non si partano punto da' cenni di V. Eminenza; e baciandole l'orlo della sacra veste, resto umiliandomi ecc.

Tannoia, nella Vita del Santo, lib. IV, cap. 22.




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