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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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964. A SUA NIPOTE MARIA TERESA DE' LIGUORI, EDUCANDA NEL MONASTERO DI S. MARCELLINO, IN NAPOLI.

La sconsiglia da prender marito, per le circostanze speciali in cui versa.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

[NOCERA, MESE DI NOVEMBRE 1780].

Nipote mia carissima, quando vostro padre era vivo,1 io mi consolavo sentendovi scrivere che volevate farvi monaca; ma poi di ciò non mi avete più scritto.

So che vostro padre vi ha lasciato qualche cosa; ma poca è la dote lasciata: onde se andate al mondo, sempre qualche cavaliere pezzente avreste da pigliarvi.

Ma io desidero la vostra salute eterna, e pertanto vi dico che se andate al mondo, facilmente vi perderete l'anima, perché ora il mondo è corrotto: onde nel secondo giorno sarete tentata ad offendere Dio.

Io parlo così, perché so per esperienza che oggidì tutte le maritate sono fortemente tentate, e molte cadono,2 e perciò replico, se vi maritate, presto piangerete di aver perduto Dio.

Conforme ad un'antica copia.




1 D. Ercole de' Liguori era morto agl'8 settembre di quest'anno.



2 Allude alla pessima costumanza, troppo invalsa nel secolo passato, che ogni dama avesse il suo cavaliere, come più chiaramente si spiega, nella lettera che siegue, dicendo le dame trovarsi assai male per li molti cicisbei che le tentano. Erano i cavalieri! Piaga funestissima dell'alta società di quei tempi, che, se appariva sempre in tutto il suo orrore al Santo, più paurosa gli si mostrava, trattandosi ora di una sua nipote, della cui salute eterna era più che mai sollecito e che per giunta credeva avesse vocazione per lo stato religioso.




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