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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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990. AL P. D. ISIDORO LEGGIO.

Con grande carità lo prega di giovare, anzi che nuocere, alla causa della riunione.

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

NOCERA, 24 MARZO 1781.

Padre mio, trattando io col P. De Paola circa la nostra unione, gli scrissi che aveva certa speranza che il Re ci accordasse la grazia della vita comune, della povertà e di poterci obbligare alla perseveranza; e il medesimo mi rispose che, se dal Re ci fossero accordate queste grazie, tra noi si sarebbe aggiustato tutto.

Per grazia di Dio, dal Re ci sono state concesse.

Atteso questo, prego V. R. di volersi adoperare perché si conchiuda l'unione, dall'una e dall'altra parte desiderata.

Spero che Gesù Cristo voglia consolarci, con farci di nuovo vedere uniti; né credo che V. Riv. voglia opporsi.

Prego V. R. di riflettere che, se ella seguita a mantener la disunione ed otterrà l'intento, io non posso credere che, vedendo


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la Congregazione così divisa, abbia a restarne contenta per tutta la vita, quando più non potrà darvi rimedio.

La prego per amore di Gesù Cristo a considerar questo punto, posto a' piedi suoi da solo a solo.

L'abbraccio e prego Dio che le faccia fare la sua santa volontà. Questa è l'unica preghiera che io sempre faccio: Dio mio, non mi fate uscire un punto dalla vostra volontà. Così prego, vedendomi la morte così vicina....

Tannoia, nella Vita del Santo, lib. IV. cap. 25.




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